Dublino

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Vi Racconto Dublino

Cenni storici

Dublino è la capitale dell’Irlanda del sud, per distinguerla da chi non la conoscesse dall’Irlanda del Nord. E’ una città di 570.000 abitanti, quindi molto grande, ma indubbiamente vivibile.

Il clima di Dublino e di tutta l’Irlanda è di tipo oceanico non solo sulle coste ma anche all’interno perché mancano alte catene montuose come le Alpi in grado di bloccare i venti provenienti dal mare. Raramente d’inverno si scende a zero gradi di temperatura minima, benchè in estate sia difficile superare i 20 gradi di massima.
Le prime notizie sull’esistenza di Dublino, la cui data di fondazione rimane incerta, ci giungono da Claudio Tolomeo (140 d.C.) che vi si riferisce con il nome di Eblana. Per i primi secoli dopo Cristo le notizie sono sporadiche e intessute di miti e leggende: il dato più antico, a parte la testimonianza di epoca romana, è la vittoria riportata dagli abitanti della città contro le popolazioni del Leinster nel 291, mentre intorno al 40 Patrizio d’Irlanda probabilmente era impegnato in città nell’opera di diffusione del Cristianesimo.

Del secolo successivo è il tentativo di invasione dei danesi, forse andato a buon fine: soltanto dall’832 ne abbiamo testimonianze precise con l’incoronazione del sovrano normanno Thorkel I, ma è certo che i danesi fossero già presenti in Irlanda da lungo tempo. Thorkel, tuttavia, scelse Armagh come centro del suo potere. Nel 114 Brian Boru re del Munster attaccò i vichinghi nella battaglia di Clontarf: la battaglia fu vinta ma sia il re sia la sua famiglia, oltre a 11.000 dei suoi uomini, vi persero la vita.
Nel X secolo avvenne la fusione fra Ath Cliath e Dubh Linn, insediamenti l’uno celtico, l’altro vichingo. L’avamposto fu infatti usato dai pirati vichinghi come base per le loro scorrerie sulle coste irlandesi e nei porti.
Fondata dai Vichinghi come centro per il commercio di schiavi, la città è situata sulla foce del fiume Liffey, al centro della costa orientale dell’isola e di quella che oggi viene chiamata Dublin Region, affacciata sul Mar d’Irlanda (in inglese Irish Sea). È stata la capitale irlandese sin dai tempi medievali.La Città consiste nella zona amministrata dal Dublin City Council assieme ai contigui sobborghi un tempo appartenenti alla Contea di Dublino e ora divisi tra le contee di Dún Laoghaire-Rathdown, Fingal e South Dublin. La Greater Dublin Area si compone di quanto sopra assieme alle contee di Kildare, Meath e Wicklow.

Molly Malone è il titolo dell’inno non ufficiale della città

La statua di Molly Malone in centro Dublino

In giro per Dublino

Ora vi porterò in giro per Dublino, in un estratto del mio libro “Vi Racconto L’Irlanda” che potete trovare nella sezione Shop.

Per prima cosa ci dirigiamo verso la zona dei musei, in Georgian Districts dove sono situati il National Museum, il Natural History Museum, e la National Gallery, oltre che la bella National Library. Come partenza decido di incominciare con la National Gallery of Ireland. Parliamoci chiaro, non si tratta certamente del museo del Louvre per quantità e bellezza delle opere esposte, e non essendo io un appassionato di quadri, decido comunque di vedere cosa vi è esposto, anche perché i musei nazionali a Dublino sono totalmente gratuiti.
La National Gallery of Ireland fondata nel 1854 si compone di 54 sale nelle quali si espongono più di 800 opere, allestite seguendo un ordine geografico, storico e tematico. Al primo piano si trovano le produzioni di maestri inglesi e irlandesi, oltre alla Galleria Nazionale dei Ritratti.
Il piano superiore e il mezzanino sono le parti più interessanti e mostrano le opere provenienti dall’Italia e dalla Spagna, oltre ad alcune esposizioni temporanee.
Fra i maestri le cui opere sono esposte nel museo vi è Caravaggio, Rembrandt, Monet, Velázquez, Picasso, Goya e Van Gogh.
La Galleria Nazionale d’Irlanda sarà una visita realmente interessante per gli appassionati d’arte. Nel caso in cui non vi appassioni troppo l’arte, potete visitare il museo rapidamente senza pentimenti, perché l’ingresso è gratuito!
Il Museo di Storia Naturale (Natural History Museum) di Dublino espone 10.000 animali disseccati, provenienti da tutto il mondo, ed è il secondo museo in cui decido di entrare. Al pianterreno si espongono gli animali più rappresentativi della fauna locale, come alcuni uccelli, polpi e insetti, oltre ad alcuni animali ormai estinti, come ad esempio il cervo gigante conosciuto come l’alce irlandese.
Al piano superiore del museo ti trovano gli animali provenienti da altre parti del mondo, come alcuni bufali, scimmie, cervi, giraffe, pipistrelli e un lungo elenco di animali disseccati, fino ad arrivare agli scheletri delle enormi balene e ai pipistrelli appesi al soffitto.
Il Museo di Storia Naturale non è granché interessante, perché il suo percorso espositivo è poco innovativo per qualsiasi persona che abbia visto altri musei di questo tipo. Dublino è una città con molto da offrire e non è necessario perdere tempo per vedere i tipici animali disseccati. Comunque per chi ama gli animali e le scienze, una visita la può fare, considerando sempre che l’ingresso è gratuito, e animali, insetti, uccelli esposti sono veramente tanti.

Il Museo Nazionale di Archeologia, aperto al pubblico nel 1890, espone oggetti datati dal 7000 a.C., allestiti all’interno delle sue 7 gallerie, e dal mio punto di vista personale, sicuramente il più interessante è degno di essere visitato, sia per la numerosità dei reperti esposti, sia per la bellezza interna della struttura, che si presta a delle foto d’interni architettonici molto interessanti.(foto n.4)
Al pianterreno si espongono reperti dell’epoca preistorica in Irlanda: armi e strumenti in pietra, bronzo e ferro, oltre a ricostruzioni di piccole fattorie e alcune tombe del Neolitico.
Nello stesso piano si possono vedere oggetti in oro dell’Età del Bronzo, alcune produzioni d’arte irlandese, creata dopo l’arrivo dei celti sull’isola, e recipienti di ceramica e vetro dell’Età del Bronzo e dell’antica Cipro.
Al piano superiore si espongono delle ricostruzioni, che documentano la vita dei vichinghi dopo il loro arrivo in Irlanda, nel 795 d.C., ma anche quelle dell’Irlanda medievale.
Un museo interessante, così come l’architettura del suo edificio e l’accesso al museo gratuito, fa venire ancor più voglia di visitarlo.
Dopo la visita a questi tre musei decido di entrare nella Biblioteca Nazionale di Dublino adiacente al museo di archeologia, fondata nel 1877 è la più grande biblioteca d’Irlanda. Conserva manoscritti, fotografie, musica, stampe e mappe che racchiudono la storia e i vissuti della nazione. Inaugurata nel 1890 per ospitare una collezione della Dublin Royal Society, organizza anche numerosi eventi.
La struttura è molto bella, ma purtroppo si può visitarne solo una piccola parte, mentre la sala centrale dedicata alla lettura, di forma circolare, è riservata solo a chi è provvisto di pass di ingresso, ma la sua forma circolare, con scrivanie di legno antico la rende molto affascinante, degna di uno scatto di ottima qualità.

Finito di visitare il Districts Georgian mi dirigo nell’area Temple Bar, già visitata la sera precedente, ma la mia curiosità è quella di vedere la zona con le luci del giorno, e di poter entrare dentro il famoso “The Temple Bar”.
Camminando tra bei palazzi antichi in stile Georgiano, mi imbatto in un palazzo particolarmente unico, ricoperto totalmente di edera, come potrete vedere dalla
foto.

"dublino palazzo rivestito foglie di edera"

 

l termine Georgiano identifica il periodo della storia dell’Inghilterra che va dal 1714 al 1830, periodo che vede il regno dei quattro re Giorgio. L’aggettivo Georgiano viene usato nel contesto pittorico, letterario, e appunto architettonico.
Lo stile Georgiano ha come base tre punti: il Palladianesimo, il Gotico, e il Rococò Inglese. Gli edifici sono caratterizzati dalla simmetria nelle stanze, della facciata con il resto della strada e per le proporzioni matematiche.
Molte costruzioni richiamano anche elementi dell’antica Grecia e Roma, come colonne…. Bene dopo questa piccola lezione di architettura, camminando, camminando, sono arrivato in Grafton Street, che è il cuore pulsante dello shopping a Dublino.
Come tutte le vie dello shopping che si rispettano potrete trovare qui tutto ciò che volete comprare, dai negozi di souvenir, a negozi delle più prestigiose marche, negozi d’arte, bar, tutto ciò che ci si può aspettare.

La gente affolla questa via in tutte le ore del giorno, e gli artisti di strada come buona regola non mancano, dai saltimbanco, a musicisti che suonano le classiche ballate Irlandesi, insomma anche se siete venuti in Irlanda per la sua pace e natura incontaminata, non si può non fare una passeggiata in questa via, e magari comprare qualche tipico prodotto locale. Io come mia tradizione ho preso un paio di calamite per la mia collezione, caramelle, biscotti, e alcuni souvenir per chi li merita ahahahah. Voi potete decidere di svuotare i negozi, o di andarvene a mani vuote, ma Grafton Street deve essere inclusa nel vostro tour di Dublino.
All’uscita di Grafton Street mi imbatto in una statua di bronzo rappresentante una donna al lavoro come pescivendola, con il seno bene in vista, quasi a suggerire la sua seconda attività, che spinge un carretto in legno.

La reputo subito carina per una foto (la foto allegata più sopra), è solo dopo informandomi saprò che si tratta di Molly Malone la cui leggenda del XVII secolo narra di una donna che alternava il suo mestiere di pescivendola con quello di prostituta, e che morì a causa del tifo o forse di malattie veneree. Ricerche effettuate non hanno fornito certezze sulla vera identità della donna. A lei sarà dedicata anche l’omonima “Mary Malone” canzone tradizionale irlandese dedicata alla leggendaria pescivendola. È l’inno non ufficiale della città irlandese di Dublino.
Attraversato Dame Street, con alla mia destra ben visibile il famoso Trinity College, mi ritrovo nella zona Temple Bar.

Sia ben chiaro che avendo poco tempo a disposizione per la visita del centro di Dublino ho dovuto fare delle scelte, ed escludere il Trinity Collage una delle più prestigiose università a livello mondiale e, senz’altro, la più blasonata e antica d’Irlanda, fondata nel 1592 da Elisabetta I.
Con esso anche la mitica fabbrica della birra Guinness che è al primo posto fra i luoghi più visitati d’Irlanda. Nato nel lontano 1759, questo stabilimento occupa ben 26 ettari di terreno. In realtà non si visita la fabbrica stessa, per ovvie
ragioni di sicurezza, per intenderci dove si produce la birra, ma si esplora un museo dedicato alla Guinness, realizzato nelle parti più antiche, riconvertite a spazio hi-tech, grazie a un avveniristico progetto che ha saputo adattare la struttura originale trasformandola in un edificio che sale per 7 piani, assumendo la forma di una pinta di Guinness. L’ingresso è un po’ caro (25 euro dove è compresa la consumazione di una pinta di birra) e ci vogliono circa due ore per visitarla. A voi la scelta se includerla nel vostro tour o meno, io ho scelto di no preferendo dare spazio ad altre cose.
Bene arrivato nella zona Bar, mi dirigo subito a passo spedito verso il mitico Bar Rosso che tutti i Dublinesi ben conoscono, impaziente di poterlo vedere dall’interno visto che la sera precedente non mi era stato consentito di entrarci.
L’interno è tutto rigorosamente in legno, dai banconi, agli scaffali, tavoli tutto insomma. L’atmosfera che si respira è unica, come l’odore di birra che pervade l’aria. La gente chiacchiera, ride, scherza, e trovare un tavolo anche a quell’ora del giorno è impresa ardua.
Mi aggiro tra i tavoli, cercando di evitare varie birre di passaggio, e gente che barcolla allegramente, e mi rendo conto che dall’interno è più grande di quello che pensassi, tutto in legno, con tavoli ovunque, e dei banconi enormi pieni di
tutti i tipi di birre possibili ed immaginabili. Una luce soffusa, che rende l’ambiente straordinariamente retrò. In un angolo di una delle varie salette, si può trovare la statua in bronzo di James Joyce uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese vissuto tra 1882/1941e frequentatore del bar. Molto caratteristica è molto gettonata per scattarsi alcune foto ricordo di questo pub, che a mio modesto parere reputo il più bello di Dublino.

La Christ Church Cathedral

Finito il mio girovagare per i tavoli, mi dirigo all’uscita, dove vengo abbracciato da un gruppo di giovani ragazzi irlandesi, probabilmente provenienti già da un altra visita in un pub, vista la loro allegria e il loro tasso alcolico, che li aveva resi particolarmente gioiosi.
Dopo aver camminato per tutte le vie della zona per apprezzare la bellezza dei numerosi pub caratteristici e colorati, tra cui mi preme ricordare ” The Quays Bar, The Auld Dubliner, e The Oliver St John Gogarty” mi dirigo verso il Cathedral District dove vi sono le due più importanti chiese di Dublino, la Christ Church Cathedral e la St.Patrick’s Cathedral.
La Christ Church Cathedral era inizialmente un piccolo tempio di legno creato per il re vichingo Sitric nel 1038. Successivamente, nel 1172, ebbe inizio la costruzione dell’attuale chiesa di pietra, un processo che si concluse soltanto nel XIII secolo. Nel 1562, la volta della cattedrale cadde, così come la parte meridionale della navata, che fu ricostruita nel XVII secolo.
La cattedrale fu restaurata quasi totalmente fra il 1871 e il 1878 e, anche se si cercò di conservare al massimo il suo aspetto medievale, sia l’esterno che
l’interno della chiesa subirono vari cambiamenti, assumendo uno stile neogotico.
Sotto la chiesa si trova un’enorme cripta del XII secolo, la costruzione più antica di Dublino che attualmente si conserva. Qui si possono vedere delle esposizioni, oltre a poter prendere qualcosa da bere nella sua caffetteria.
Dalla parte esterna si può osservare un piccolo ponte, costruito nel 1870, che collega la cattedrale a Synod Hall, il luogo in cui si trova il museo delle esposizioni vichinghe di “Dublinia”.
Anche se a Dublino ci sono tante chiese, Christ Church Cathedral è indubbiamente uno dei templi più importanti della città. Non è necessario essere credenti o cercare la pace spirituale per visitare questo edificio.

Unica nota negativa, il pagamento di un biglietto per l’ingresso di otto euro, e francamente reputo fuori luogo far pagare per accedere ad un luogo di culto.        Ho visitato numerose chiese in tutto il mondo, ben più famose e importanti, ed in nessuna è mai stato chiesto un biglietto d’ingresso.
Un luogo di culto, turistico o no, non deve mai essere assoggettato ad un ticket di ingresso, perché la fede non va pagata. La curia di Dublino dovrebbe riflettere a lungo su questo.

Vabbè, detta questa mia considerazione (in loco tra me e me i commenti sono stati ben più sgraziati ahahah), mi aggiro nello spazio antistante la Cattedrale cercando una buona angolazione per scattare delle foto, e mi trovo di fronte ad una panchina con una statua in bronzo di una persona stesa coperta da un velo, a rappresentare un senzatetto, emblematico simbolo di vicinanza verso le persone più svantaggiate, e questa mi ha colpito particolarmente, tanto che decido di scattare alcune foto. Spostandomi di alcuni metri indietro, verso la ringhiera di recinzione, mi accorgo di aver trovato la posizione migliore per scattare una foto che ritragga la Cattedrale in tutta la sua maestosità (70 metri di lunghezza 24,70 di altezza sotto la volta). Ma ecco lì…il solito intelligente, un uomo sulla mezza età decide di concedersi un riposino sedendosi sulla panchina, non fosse altro che di panchina non trattasi ma bensì di una statua. Incurante, o ignorante (dal verbo ignorare) pone il suo sedere accanto ai piedi del povero senzatetto che ci resta di “bronzo” ahahah ok perdonate la battuta, si accende una sigaretta e bello tranquillo sta lì, pacifico a godersi il fresco e la gente che passa. Voi direte “Ma che te ne frega dell’ignorante?”. Infatti nulla mi interesserebbe se non fosse che se ne stava al centro della foto da me pensata.
Decido allora di sedermi nell’erba ed aspettare pazientemente che finisca di fumare, o che si renda conto della sua ignoranza (di ciò che ignora), mentre i turisti che passano lo guardano sbigottiti e un po’ incazzati nel dover portarsi a casa il ricordo della foto del senzatetto sulla panchina con “l’ignorante” (anche se a ben pensarci ho coniato una chicca assoluta : “L’ignorante e il senzatetto” ahahahah…ok nuovo perdono per battuta).
Finalmente finisce la sigaretta, ed educatamente le getta a terra, e penso questo non è ignoranzq ma maleducazione, anche se poi penso che sarebbe stato peggio se la spegneva sui piedi nudi della statua, tipo posacenere.
“Ora si alza e se ne va mi dico” noooo neanche per sogno, prende il cellulare dalla tasca e compone tranquillamente un numero. Tra me e me, dico in modo poco pacato “Questo è ignorare alla grande”, e devo scegliere se alzarmi e frantumargli il cellulare o contare le formiche che mi camminano attorno.
Opto per contare la formiche, d’altra parte trattasi di luogo di preghiera, e tranquillità, e sfasciare un cellulare poco avrebbe avuto di attinenza col luogo. Quando ormai avevo perso le speranze e me ne stavo per andare, il panchinaro si alza e decide di andarsene, magari in cerca di una nuova panchina senza quella persona ingombrante che poco spazio lasciava alla sua comodità. Solo allora riuscirò a scattare le foto della Cattedrale che potete vedere.

Finalmente dopo aver passato anche questa mi dirigo verso la seconda cattedrale, la St. Patrick’s a poca distanza, sperando che l’ignorante non si sia diretto lì a cercare una nuova panchina……to be continued….

Il Castello di Dublino

Arrivato al castello mi colpisce subito il suo cortile interno, molto vasto, con la pavimentazione formata tutta da grandi ciottoli di pietra. Mi dirigo all’ingresso e pago il mio biglietto, senza sbuffare come in occasione delle Cattedrali, perché il prezzo di otto euro è un prezzo giusto e per nulla esoso.

Pago con una banconota da 10 euro, e la ragazza alla cassa mi da due euro di resto. A quel punto avendo necessità di tenere in tasca sempre delle monete, perché come vi ho accennato in precedenza i bus locali all’interno hanno dei distributori di biglietti che non danno il resto, prendo una banconota da cinque euro, la metto sul bancone e chiedo cortesemente se mi può essere cambiata con delle monete. Ora capisco l’incomprensione tra le due lingue, ma vedendo l’espressione allibita di lei aggiungo anche in un inglese mistico “Sorry change one euro”.            Lo so che la composizione della frase in inglese non è grammaticalmente perfetta, ma neppure gli stranieri quando vengono da noi parlano in modo corretto. Bisogna avere un pochino di elasticità mentale e comprendere ciò che uno chiede.

Indico allora le monete sul bancone, e aggiungo altri spiccioli che avevo in tasca, ed indicando la banconota e poi le monete ripeto “Change please”. Insomma più di questo cosa devo fare per farmi capire? Più di questo cosa ci vuole per essere un po’ svegli e capire di cambiare la banconota da cinque euro con delle monete? Nulla…assolutamente nulla, la morte completa dei suoi neuroni, encefalogramma piatto. Ripeto in continuazione gli stessi movimenti fino all’esasperazione, ma quando vedo che vuole mettersi via la mia banconota da cinque euro senza darmi nulla in cambio, capisco che non vi era modo di rianimare quel cervello, metto via banconota e monete, e con un cenno di biasimo, mi schiodo da davanti il bancone, avviandomi verso l’ingresso, pensando che dovevo essere una calamita per dementi, visto che tutti io li trovavo.

Essendo il Castello la struttura con più sale, storia, in genere più cose da ammirare al suo interno, non solo di Dublino ma anche nell’intero paese, è doveroso citare un po’ di storia, e di descrivere le singole sale che vi si incontrano.
Il castello originale di Dublino fu costruito nel 1204, dal re Giovanni d’Inghilterra. Era una struttura medievale con quattro torri, un fossato e un ponte levatoio. La maggior parte fu distrutta da un incendio nell’anno 1684, e oggi è rimasta soltanto una delle quattro torri originali. Il castello attuale, perciò, assieme agli appartamenti di stato, risalgono al Settecento.

Fu il centro del potere inglese in Irlanda e per tale motivo venne per secoli visto come il simbolo dell’occupazione britannica in Irlanda.
Gli appartamenti di stato sono collocati nell’ala sud della struttura del castello e attualmente sono utilizzate per occasioni di stato come pranzi ufficiali, cerimoniali con capi di stato stranieri e l’elezione del nuovo presidente ogni sette anni.
Agli appartamenti si accede attraverso una imponente scala che conduce al pianerottolo Battleaxe dove è presente il simbolo ufficiale dell’Irlanda.
La Saint Patrick’s Hall
Questa è la sala più grande degli appartamenti di stato e contiene uno degli apparati decorativi più importanti di tutta l’Irlanda.
In passato fu la sala da ballo della corte vicereale, attualmente la sala è utilizzata per la formalizzazione dell’elezione del presidente. È una delle sale più antiche del castello ad essere stata adibita a scopi residenziali, con decorazioni risalenti agli anni ’40 del Settecento, anche se la maggior parte di esse risalgono al 1790. Qui si è tenuto anche il pranzo per il ricevimento della regina Elisabetta II nella sua visita in Irlanda la sera del 18 maggio 2011. To be continued……………….

"castello reale interno salone ricevimenti"

Terminata la visita, dopo un ennesimo giro del cortile interno, esco dall’uscita Nord e camminando in Dame Street mi ritrovo nel distretto dello shopping (ricordate Grafton Street…) e girando qua e là in mezzo ai negozi e alla gente, mi ritrovo davanti al St.Stephen’s Green, un parco pubblico tra i più belli e grandi di Dublino, circondato da splendide case georgiane, è un angolo di vera pace nel chiasso della città: i viali ombreggiati, il padiglione della musica, i prati verdissimi, le aiuole fiorite, il laghetto. Per chi desidera ritagliarsi un momento di tranquillità è l’ideale. Occupa un area di nove ettari, ed è facilmente raggiungibile essendo nel centro della città. Una delle zone più originali è il Parco dei Cigni, dove ci sono delle piante aromatiche con didascalie in braille.
Io personalmente mi sono concesso una pausa disteso sull’erba del prato, come altre persone che stavano lì, chi a chiacchierare, chi a leggere, chi a giocare a carte; fino quasi ad assopirmi.
Ma sono stato riportato alla realtà dalle prime gocce di pioggia che cadevano sul mio viso…già la “compagna di viaggio pioggia” che mai ti abbandona qui in Irlanda.

Come tutti, decido di alzare il mio sedere dell’erba morbida e dirigermi, cappuccio in testa, nuovamente verso il centro di Grafton Street, dove in caso di aumento d’intensità avrei potuto ripararmi all’interno di un bel negozio di souvenir.
Ormai giunta sera (in Irlanda il sole in primavera tramonta alle ore 22 circa locali) tra un negozio ed un altro, sedutomi vicino un gruppo di ragazzi che suonavano musica in strada, decido che è giunta l’ora di cenare, e rimettendo in moto le mie gambe, torno nella consueta zona Temple Bar dove tutti si recano a far baldoria.

Ma sono stato riportato alla realtà dalle prime gocce di pioggia che cadevano sul mio viso…già la “compagna di viaggio pioggia” che mai ti abbandona qui in Irlanda. Come tutti, decido di alzare il mio sedere dell’erba morbida e dirigermi, cappuccio in testa, nuovamente verso il centro di Grafton Street, dove in caso di aumento d’intensità avrei potuto ripararmi all’interno di un bel negozio di souvenir.
Ormai giunta sera (in Irlanda il sole in primavera tramonta alle ore 22 circa locali) tra un negozio ed un altro, sedutomi vicino un gruppo di ragazzi che suonavano musica in strada, decido che è giunta l’ora di cenare, e rimettendo in moto le mie gambe, torno nella consueta zona Temple Bar dove tutti si recano a far baldoria.
Decido di fermarmi all’ Oliver St. John Gogarty’s Pub, che per informazione è pure un Ostello, molto bello di un giallo intenso scenografico, storico, con le statue di Joyce e dell’amico John Gogarty che parlano seduti fuori, e tante bandiere che sventolano (la foto la trovate nel capitolo del primo giorno).
All’interno fatico a trovare un posticino dove mettermi, anzi per la verità al piano terra non c’ė nulla “Full”, mentre al piano superiore dove vi è il ristorante qualcosa si riesce a trovare. Ma la mia intenzione era quella di cenare di sotto, dove vi è la musica dal vivo, la baldoria è alta, e l’atmosfera alle stelle.

Con fare sconsolato mi aggiro tra i tavoli, e quando ormai decido di provare in un altro pub nel frastuono emerge una voce “Young come here….YOUNG COME HERE..” un signore over ottanta mi stava chiamando ed invitandomi al suo tavolo, in compagnia di un amico e di due signore, tutti rigorosamente vicini all’over ottanta, ma con molta energia e voglia di vivere. Sul loro tavolo quattro pinte (una pinta equivale a 0,56 Lt di birra) piene e quattro pinte vuote, il che vuol dire che stavano festeggiando….to be continued….

Conclusione:

Bene il mio racconto in giro per Dublino finisce qui. Lo so che vi è ancora molto da vedere e da dire, ma se vi fà piacere dopo che vi ho intrattenuto un pò con questo articolo, potrete leggere il mio libro “Vi Racconto l’Irlanda”, dove troverete non solo il  continuo su Dublino, ma tutto il mio On The Road lungo le strade dell’Irlanda, con tutte le foto ad indicare i posti visitati, e a mostrare le bellezze che l’Irlanda ha da offrire a chi decideà di viaggiare nell’Isola di Smeraldo. Irlanda cosa vedere in 10 giorni….a voi scoprirlo.

Il fiume Liffey che scorre attraversando il centro di Dublino

Tutto ciò lo potrete trovare all’interno del libro “Vi Racconto l’Irlanda”

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