"interno basilica santi giovanni paolo con grandi colonne di marmo bianco pavimento in marmo policromo"
Racconti di Viaggio

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo

Questa splendida basilica viene considerata il Pantheon di Venezia, per la presenza di numerosi solenni monumenti sepolcrali. In essi riposano numerosi Dogi e illustri personaggi che hanno fatto la storia della Repubblica Veneziana dal XIII al XVIII secolo.

La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (San Zanipoło in veneziano) è uno degli edifici medievali religiosi più imponenti di Venezia, assieme alla Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari. Questa è la chiesa più grande di Venezia, appena di pochi metri più piccola della Basilica di San Marco.

Arrivando in campo SS. Giovanni e Paolo, colpisce subito l’imponenza e la maestosità della Basilica duecentesca, la più grande della città. Svetta imperiosa dominando l’orizzonte veneziano con la sua cupola che tocca i 55 metri d’altezza.

La facciata è in stile gotico con un rosone centrale, e rappresenta lo stile architettonico proprio dei nuovi ordini mendicanti, Domenicani e Francescani. Ordini religiosi che a quell’epoca influenzarono tutta l’architettura religiosa italiana.

L’interno della Basilica impressiona per la sua ampiezza, con i suoi 102 metri di lunghezza, e 46 metri di larghezza nel transetto. La verticalità, conferita dalle colonne che separano le tre navate e si erigono solenni fino alle arcate ogivali, è impressionante. Avvicinandosi all’abside, si è pervasi da un senso di immensità quasi trascendentale.

Le imponenti strutture sono avvolte nella quiete spirituale della Basilica e le forme dei monumenti sepolcrali sono modellati nei loro chiaroscuri da una luce soffusa che filtra da grandi vetrate. La bellezza, l’arte, e l’atmosfera mistica che si respira camminando lungo il suo immenso salone, non hanno eguali.

"interno basilica santi giovanni paolo colonne banchi e sedute in legno"

Santi Giovanni e Paolo Venezia storia

“Questo è il luogo che scelsi per i miei predicatori”. Sono queste le parole che il doge Jacopo Tiepolo udì in sogno, una notte del 1234. Nella visione gli apparve una zona acquitrinosa, piena di meravigliosi fiori, sorvolata da bianche colombe e schiere di angeli in canto.

Il giorno dopo recatosi al Senato, riferì del sogno, o di ciò che definiva “una visione”, e ottenne il permesso di poter donare ai frati Domenicani il luogo apparsogli in sogno. Ovvero l’attuale Campo dei Santi Giovanni e Paolo, in cui venne in seguito eretta l’odierna Basilica. Dedicata ai martiri romani del IV sec. Giovanni e Paolo.

La costruzione della chiesa avvenne in tempi brevi, ma ebbe bisogno molto presto di un’opera di adeguamento. Questo perché molti dogi e personaggi illustri la scelsero come luogo di sepoltura. L’opera fu intrapresa da fra Benvenuto da Bologna e fra Nicolò da Imola, entrambi domenicani, e venne portata a termine nel 1368. Un continuo abbellimento nel tempo, portò San Zanipolo (la basilica in veneziano) ad essere consacrata nel Novembre del 1430. Quasi due secoli dopo la sua fondazione.

Da allora fu un continuo abbellimento, e un accrescere di opere al suo interno, da portarla ad essere quella “chiesa museo” che possiamo ammirare oggi. Opere di Bellini, Cima da Conegliano, Palma il Giovane, Vivarini e Veronese, solo per citarne alcuni tra i più importanti.

Nel 1806, dopo circa sei secoli, i Domenicani vennero allontanati dal loro convento, dal quale gestivano la basilica. Convento che fu trasformato prima in ospedale militare, e poi civile. Ospedale che ancor oggi rappresenta l’ospedale civile SS. Giovanni e Paolo  di Venezia, e la storica farmacia dell’ospedale. Un tempo antica spezieria del convento.

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo: opere

Citare tutte le opere e i monumenti funerari presenti nella basilica è impossibile. Ci vorrebbe un libro intero. Vi sono talmente tante opere al suo interno, da renderlo un vero e proprio museo. Come le definisco io “una chiesa museo”.

Citiamo comunque solo le principali opere d’arte. Il meraviglioso polittico di San Vincenzo Ferrer di Giovanni Bellini,databile al 1464-1470.  L’icona bizantina della Madonna della Pace e, nella cappella della Madonna del Rosario, il ciclo pittorico del Veronese, Assunzione della Vergine, Adorazione dei pastori, Annunciazione. Quest’opera possente ricopre interamente il soffitto della Cappella, sostituendo gli originali dipinti del Tintoretto. Dipinti che andarono completamente distrutti da un rogo nell’agosto del 1867.

Altro capolavoro del ‘500 è l’ Elemosina di Sant’ Antonino di Lorenzo Lotto, nel transetto di destra della chiesa. Un un dipinto a olio su tela (332×235 cm) databile al 1540-1542. Inoltre nella basilica troviamo la più grande finestra gotica con vetrata policroma di tutta la città. Si tratta di un’opera unica straordinaria, in quanto è realizzata interamente in vetro di Murano dal maestro vetraio Giannantonio Licinio. Probabilmente su cartoni di Bartolomeo Vivarini.

Opere funerarie della Basilica Santi Giovanni e Paolo

La basilica al suo interno ospita ben 25 tombe di Dogi di Venezia, e non solo. Vi sono presenti  almeno 150 lastre tombali e 37 monumenti funebri dal ‘200 al ‘700.

Tra i monumenti più importanti troviamo quello dei dogi Mocenigo, che occupa interamente la controfacciata della Basilica. Il monumento al doge Michele Morosini (1382) situato nel presbiterio insieme a quello del doge Leonardo Loredan (1521) e del doge Andrea Vendramin (1478). Il monumento al doge Sebastiano Venier, celebre protagonista della vittoria nella Battaglia di Lepanto nel 1571. La tomba di Jacopo Tiepolo, 43º doge della Repubblica di Venezia e fondatore della Basilica. Ma il monumento più maestoso è quello dedicato alla famiglia Valier.

Tra i personaggi sepolti all’interno della basilica vi sono: Giovanni e Gentile Bellini. Chi ama l’arte saprà che sono stati due tra i più celebri artisti veneziani. I fratelli Bandiera, patrioti e protagonisti del Risorgimento italiano.

Nel lato destro della navata, è custodita anche l’urna con i resti dell’eroe per antonomasia della storia militare di Venezia, Marcantonio Bragadin. Rettore della città-fortezza di Famagosta, il quale dopo aver resistito per mesi all’assedio dei turchi per l’appunto a Famagosta nell’isola di Cipro, venne imprigionato e scorticato vivo.

"monumento funebre in marmo bianco"
Le cappelle della Basilica

All’interno della basilica sono presenti numerose cappelle, tra cui citiamo: la Cappella del Nome di Gesù, in origine gotica, portata alle attuali forme barocche nel 1639. Cappella della Madonna della Pace e Cappella di San Domenico costruita nel 1690 dall’architetto Andrea Tirali. Nel soffitto si ammira la tela la Gloria di San Domenico  del 1727 realizzata dal Piazzetta.

L’immagine che potete ammira di seguito e quella della Cappella della Madonna della Pace, con l’antichissima icona della Madonna. Quest’icona venne donata dal senatore veneziano Paolo Morosini, il quale la portò a venezia nel 1348 da Costantinopoli. Parliamo quindi di un’opera di quasi 700 anni, pezzo di grandissimo valore all’interno della basilica.

Ma quella che desta più scalpore per la gua bellezza ed ampiezza è sicuramente la Cappella del Rosario, oltre che la stupenda sacrestia.

Cappella del Rosario

Cappella che dal Trecento era dedicata a San Domenico, poi sostituita nel 1582 dalla cappella della Scuola del Rosario, dedicata alla Madonna del Rosario. La cappella è formata da una navata rettangolare e da un presbiterio quadrato, entrambi coperti da un soffitto intagliato.

Nell’altare troviamo un tempietto quadrato al cui interno si trova la statua della Madonna del Rosario, mentre il soffitto è ornato da opere del Veronese. Tutto intorno all’altare si trovano dieci bassorilievi settecenteschi. Anche il resto del presbiterio è decorato con statue e bassorilievi. Il tutto ricomposto dopo il tragico incendio del 1867.

La sacrestia

Questa sala è una vera opera d’arte, e al suo interno lungo le facciate dei muri, si possono ammirare opere di Alvise Vivarini, di Palma il Giovane e altri pittori veneti. La sacrestia è ornata da dipinti che sono una vera e propria esaltazione dell’Ordine domenicano. Questi splendidi dipinti sono stati realizzati  tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Seicento.

Tra i più pregiati citiamo: il Cristo portacroce di Alvise Vivarini. La vasta tela di Leandro da Bassano, di fronte alla porta Onorio III approva la regola di San Domenico. E per finire cito il Crocifisso adorato da santi domenicani, sull’altare, di Palma il Giovane. Ma tutta la sala nel suo complesso è una meraviglia da contemplare in pace e tranquillità.

Convento Basilica Santi Giovanni Paolo

Sorse insieme alla chiesa ed nel 1293. Fu in seguito ricostruito da Baldassare Longhena tra il 1660 e il 1675. Oggi ospita l’Ospedale civile di Venezia. È articolato intorno a due chiostri e a un cortile. Nella parte est si trova il dormitorio dei frati, attraversato da un lunghissimo corridoio su cui si aprono le celle.

Lo scalone del Longhena si caratterizza per i magnifici intarsi marmorei. All’interno della biblioteca è ancora presente il bellissimo soffitto ligneo di Giacomo Piazzetta. Attualmente il convento domenicano ha sede in quella che era la Scuola di Sant’Orsola.

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