Le Campane del Campanile di San Marco
Il Campanile di San Marco non è solo il punto più alto di Venezia, ma il cuore pulsante della città. Conosciuto dai veneziani come “el padrón de casa”, custodisce sulla sua cella campanaria un concerto di 5 campane dal valore storico inestimabile. Ogni bronzo ha una storia, un peso specifico e una funzione che, nei secoli passati, ha dettato i ritmi della Repubblica Serenissima.
Il Crollo del 1902: La Miracolosa Sopravvivenza della Marangona
La storia delle campane attuali è legata a un evento drammatico: il crollo del Campanile di San Marco avvenuto il 14 luglio 1902. In quel disastro, quattro delle cinque storiche campane andarono distrutte. La Marangona, la campana più grande, fu l’unica a salvarsi miracolosamente.
Le altre quattro furono rifuse nel 1909 dai Fratelli Barigozzi di Milano, utilizzando il metallo recuperato dalle macerie, su iniziativa di Papa Pio X.
I Nomi e le Funzioni delle 5 Campane
Ogni campana veneziana aveva un compito preciso nella vita sociale e politica della Repubblica. Ecco l’elenco, ordinato per importanza e funzione:
La Marangona (Il Campanon)
È la voce più possente, con un peso di circa 3.625 kg. Il suo nome deriva dai marangoni (i carpentieri dell’Arsenale). I suoi rintocchi segnavano l’inizio e la fine dell’orario di lavoro degli artigiani e convocavano il Maggior Consiglio.
La Nona (La Mezzana)
Con i suoi 2.556 kg, la Nona scandisce ancora oggi il mezzogiorno e la mezzanotte. Anticamente segnava l’ora della “nona” canonica, fondamentale per la vita religiosa della città.
La Trottiera
Pesante 1.807 kg, la Trottiera aveva un compito curioso: avvisare i patrizi veneziani di recarsi a Palazzo Ducale per il Maggior Consiglio. Il nome suggerisce ai nobili di “trottare”, ovvero affrettarsi per non giungere in ritardo.
La Pregadi
Con un peso di 1.366 kg, questa campana convocava i senatori della Repubblica, chiamati appunto “Pregadi” (poiché “pregati” dal Doge a partecipare alle sedute).
Il Maleficio (La Renghiera)
La più piccola (circa 1.011 kg). I suoi rintocchi cupi accompagnavano i momenti più tragici della giustizia veneziana, annunciando le sentenze capitali eseguite tra le colonne di Piazzetta San Marco.
Leggende e curiosità sulle Campane di San Marco
Attorno al celebre campanile e alle sue campane ruotano diverse storie e aneddoti curiosi, a metà tra la storia ufficiale e la leggenda popolare:
La campana muta e il “segreto” del fonditore: Quando le quattro campane distrutte dal crollo del 1902 vennero rifuse dai Fratelli Barigozzi, si narra che il fonditore decise di lasciare uno spazio vuoto, privo del proprio nome, su una delle campane. Un piccolo alone di mistero artigianale che ancora oggi incuriosisce i visitatori più attenti.
La leggenda dello scheletro del campanaro: Una storia popolare veneziana dell’Ottocento racconta di un campanaro di San Marco alto più di due metri — una statura eccezionale per l’epoca. Un direttore di un istituto scientifico, colpito dalla sua altezza, lo convinse a vendere il proprio scheletro per le collezioni anatomiche in cambio di una buona somma di denaro. Il campanaro, pensando che il professore fosse molto più anziano di lui e che se la sarebbe spassata bevendo vino all’osteria, accettò. Ironia della sorte, fu proprio un malore improvviso all’osteria a stroncare il campanaro, consegnando lo scheletro al professore come da accordi.
Il nome curioso della “Trottiera”: Sebbene sia storicamente legato all’obbligo per i nobili di affrettarsi (“al trotto”) verso Palazzo Ducale per votare, la tradizione popolare ha spesso alimentato l’immaginario collettivo su quanto fosse severa e implacabile la puntualità imposta dai rintocchi di questa campana, pena l’esclusione dalle decisioni di Stato.
Il Plenum: Il Suono di Venezia
Oggi, durante le festività principali, come il 25 aprile, è possibile ascoltare il Plenum: il concerto a distesa di tutte le 5 campane. Un’esperienza sonora unica che, dai 99 metri di altezza del campanile, abbraccia tutta la laguna veneziana.
Ti è piaciuto scoprire i segreti del Campanile di San Marco? Se visiti Venezia, non perdere l’occasione di salire sulla cella campanaria per vedere da vicino questi capolavori in bronzo.
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