"le cinque teste in pietra sopra il portale d acqua"
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Casa delle Cinque Teste

La Casa delle Cinque Teste è un edificio storico di Venezia situato nel sestiere di Santa Croce (Calle Dario, Sestiere Santa Croce 638), affacciato sul Rio delle Muneghete. L’edificio, risalente al Cinquecento, è attribuito a Dario Varotari il Vecchio, allievo di Paolo Veronese, è uno degli edifici più affascinanti, particolari e carichi di mistero di Venezia.
Conserva ancora oggi l’armonia tra architettura e giardino tipica della cultura rinascimentale veneta, come testimonia la sua storia secolare.

I custodi silenziosi della casa

A conferire alla dimora il suo nome bizzarro e affascinante è la sua stessa architettura. Sulla facciata che si specchia nell’acqua, infatti, cinque teste scolpite in pietra d’Istria sembrano custodire e sorvegliare la porta d’acqua del canale. L’enigma di queste sculture si intreccia con la perdita del nome originario del palazzo, alimentando da secoli le leggende e la fantasia popolare veneziana.

Alcuni ritengono che le teste siano frammenti o elementi decorativi salvati da antiche demolizioni di altri edifici e riassemblati lì per volere di un proprietario eccentrico. Altri giurano di fantastiche e inquietanti leggende. Quale sarà la verità?

"porta acqua con cinque teste in marmo"

Leggenda Casa delle Cinque Teste

Intorno alla misteriosa Casa delle Cinque Teste si intrecciano due anime profondamente diverse: da un lato due leggende agli antipodi — una drammatica e avventurosa, l’altra oscura, cruda e terrificante — e dall’altro la storia vera, che svela come la realtà di questo antico edificio sia legata a un efferato omicidio che ebbe come protagonisti i suoi precedenti possessori.

La leggenda dei cinque figli Zen: il memoriale di pietra sull’acqua

Secondo una delle tradizioni più suggestive che aleggiano intorno alla casa la dimora un tempo apparteneva alla famiglia Zen, una nobile casata patrizia veneziana. A quell’epoca, la facciata non era solo un biglietto da visita della ricchezza della famiglia, ma il teatro di una tragedia familiare consumata tra le rotte dell’Oriente.

  • La partenza e il silenzio: I cinque giovani eredi della famiglia Zen partirono per una rischiosa e ambiziosa missione navale verso i mari d’Oriente, tra trattative commerciali cruciali e glorie militari. Ma alle speranze iniziali seguirono mesi e anni di assenza totale: le navi non fecero mai ritorno e di quei giovani si persero persino le tracce.

  • Il dolore del padre e il monumento: Consumato dall’angoscia e incapace di accettare l’oblio, il patriarca della famiglia decise di fermare il tempo. Fece scolpire nella candida pietra d’Istria i volti dei suoi amati ragazzi e volle che fossero murati proprio lì, a guardia della porta d’acqua del palazzo.

Quei volti non erano semplici ornamenti barocchi o gotici, bensì un doppio testamento emotivo. Un memoriale privato, un abbraccio di pietra che il padre rivolgeva quotidianamente ai suoi ragazzi, fissando il loro ritorno ideale là dove le imbarcazioni di famiglia partivano.

Questa è la leggenda che ho riportato sul mio libro “Venezia si Racconta” insieme a molte altre leggende. Contrariamente alla realtà – i figli Zen erano quattro maschi e una femmina – il padre volle far scolpire le cinque teste invertendo i sessi: quattro donne e un solo uomo. Un commovente testamento d’amore per simboleggiare che, nel suo cuore, non vi era alcuna differenza di valore tra i figli, indipendentemente dal loro genere.

"dipinto con umo triste con una croce in mano"

È stato proprio varcando quell’ingresso e respirando l’atmosfera sospesa tra antico e moderno che il palazzo ha deciso di affidarmi un nuovo frammento della sua anima, una seconda leggenda.

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"immagine in ceramica maschera cinque teste"

L’inquietante Guardiano all’interno della porta d’acqua della casa. Osservate bene, vi vedrete cinque teste, tra leggende e misteri.

La seconda leggenda della Ca’ delle Cinque Teste

Si narra che in un tempo lontano la casa fosse abitata da una coppia ben inserita nel tessuto cittadino: lui, un medico stimato e rispettato in tutto il sestiere, noto per la sua abnegazione e per i turni massacranti trascorsi a curare i malati negli ospedali della Serenissima. Lei, una donna affascinante e irrequieta.

Mentre il marito trascorreva le notti al capezzale dei sofferenti, la moglie approfittava dell’oscurità per consumare la sua doppia vita. Avvolta in un pesante velo scuro per confondersi tra le calli nebbiose, la donna si dileguava nel cuore della notte per darsi a incontri frivoli e passioni segrete, tradendo la fiducia del medico. Ma a Venezia, tra le pareti strette dei palazzi, i segreti hanno vita breve.

"medico e moglie velata che escono"

Quando il marito scoprì l’inganno, la furia cieca del tradimento e dell’onore calpestato prese il sopravvento. La leggenda nera racconta che il medico, accecato dalla rabbia, decise di impartire una punizione spietata e senza ritorno: murò la moglie viva all’interno della casa, sigillandone il destino per l’eternità.

A dare corpo e inquietudine a questo racconto, trasformandolo da semplice diceria a un mistero tangibile, è un dettaglio architettonico che si cela proprio all’interno dell’edificio.

La nicchia murata

"disegno pittorico di medico che mura porta"

Camminando tra le stanze, si nota chiaramente una nicchia a semi-arco, sormontata da una porta di pietra liscia che risulta completamente murata. Una struttura anomala, rifinita con cura, la cui presenza all’interno della casa non troverebbe alcuna spiegazione logica, se non quella di celare un vecchio magazzino, un piccolo sgabuzzino… o qualcos’altro di molto più inquietante.

Questa porta murata è rimasta tale anche durante il grande restauro conservativo del 2017. I nuovi proprietari, consapevoli del fascino oscuro di questa macabra leggenda, hanno preferito lasciare il muro intatto per un profondo senso di rispetto.

Si dice che nelle notti d’inverno più gelide e tenebrose, quando la nebbia della laguna avvolge i canali, lo spirito di quella donna con il velo torni a vagare, aggirandosi furtiva tra il grande giardino segreto e le sale della casa.