"mappa mestre antica"

Castelnuovo di Mestre

Per capire davvero Piazza Ferretto, dobbiamo dimenticare l’eleganza del “salotto” novecentesco e scavare nel fango e nel prestigio del Medioevo. In quell’epoca, la piazza non era un luogo di svago, ma la frontiera fortificata di Venezia sulla terraferma.

Una Piazza dentro un Castello

Nel Medioevo, Piazza Ferretto era la porta d’ingresso del Castelnuovo di Mestre. Non era uno spazio aperto, ma un’area protetta da mura, bastioni e fossati.

  • La Torre dell’Orologio (Torre Civica): Quella che vediamo oggi è l’unica sopravvissuta delle undici torri che proteggevano il perimetro fortificato. Era la torre di guardia principale, la porta d’accesso per chi proveniva da Treviso o dal nord.

  • Il varco verso l’acqua: La piazza era strategicamente vicina al fiume Marzenego. Tutto intorno era un intrico di ponti levatoi e palizzate. Entrare in “Piazza” significava entrare in una fortezza.

Il Mercato: Il Battito del Borgo

Mestre nel Medioevo non era un “paesetto” di contadini isolati, ma un borgo franco vivissimo.

  • Piazza Maggiore: Così si chiamava allora Piazza Ferretto. Era il luogo dove avvenivano gli scambi commerciali tra la terraferma e la laguna. Dove la gente della città si recava ogni giorno per comprare ogni cosa, prodotti locali, o che arrivavano dal nord Italia.

  • I Portici: Già allora iniziavano a comparire i primi portici in legno, nati per ospitare i banchi dei mercanti e proteggere le merci dalle intemperie. Si vendevano biade, legname e bestiame che poi avrebbero preso la via dei canali verso Venezia.

Il Duomo di San Lorenzo

Mentre i soldati presidiavano le mura, il popolo si stringeva attorno alla chiesa di San Lorenzo (già citata in documenti del 1100, oggi Duomo della città). Era una chiesa molto più piccola e semplice dell’attuale Duomo, ma rappresentava l’unico punto di riferimento morale e civile per la popolazione del borgo. Era il centro spirituale della popolazione di Mestre.

Mestre: La “Chiave” di Venezia

Perché questa piazza era così importante? Nel Medioevo, chi controllava la piazza di Mestre controllava l’accesso a Venezia.

  • Era il punto in cui la via d’acqua (il Marzenego e il Canal Salso) incontrava la via di terra (la strada verso Treviso e il Friuli).

  • Venezia lo sapeva bene: per questo investì enormi risorse per fortificare questo borgo, rendendolo un presidio militare ed economico inespugnabile.

“Se oggi Piazza Ferretto ci appare ferita dal degrado o soffocata dal commercio anonimo, dobbiamo ricordare che le sue pietre poggiano su fondamenta di ferro e di coraggio. Nel Medioevo, questa piazza era la prua di Venezia sulla terraferma: un luogo di soldati, mercanti e grandi sogni di conquista. Sotto l’asfalto dei nostri giorni batte ancora il cuore di una fortezza che non voleva arrendersi a nessuno.”

Castelnuovo storia e curiosità

Prima del Castelnuovo esisteva il Castelvecchio, situato nella zona di via Torre Belfredo (verso la zona di San Lorenzo). Nel 1108, per volontà dei Trevisan, fu eretta una nuova fortificazione più ampia ed efficiente. Quando Venezia ne prese il controllo definitivo nel 1337, lo trasformò in un baluardo inespugnabile, rendendolo la “Chiave del Dogado”.

Il Castelnuovo non era un singolo edificio, ma una città murata a forma di quadrilatero irregolare.

  • Il Perimetro e le Mura: Le mura erano spesse e altissime, costruite in mattoni rossi. Erano intervallate da camminamenti di ronda dove le guarnigioni veneziane sorvegliavano l’orizzonte.

  • Le 11 Torri: Il castello era protetto da undici torri scudate. Ognuna aveva un compito specifico di avvistamento o difesa. Le più famose erano:

    • La Torre Civica (o dell’Orologio): La porta principale a est.

    • La Torre di Belfredo: All’angolo ovest, abbattuta nel 1876.

    • La Torre di San Lorenzo: Vicino al Duomo.

    • La Torre dei Bersaglieri e la Torre di Borgo: Che proteggevano i lati meno esposti.

  • Il Fossato: Fondamentale era l’elemento idraulico. Un profondo fossato alimentato dalle acque del Marzenego circondava l’intera cinta muraria, rendendo impossibile l’avvicinamento di scale o macchine d’assedio senza essere bersagliati dall’alto.

L’Interno: Una Cittadella Militare

Varcate le porte (che erano dotate di massicci ponti levatoi), il Castelnuovo ospitava tutto ciò che serviva per resistere a lunghi assedi:

  • Il Palazzo del Podestà: Dove risiedeva il rappresentante di Venezia che governava il territorio.

  • Le Armerie e le Caserme: Alloggi per le truppe mercenarie e i soldati veneziani.

  • I Magazzini: Depositi di grano e vettovaglie strategiche per Venezia.

  • Il Duomo di San Lorenzo: Il centro religioso, situato proprio a ridosso delle mura protette.

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La Funzione Strategica

Il Castelnuovo non serviva a proteggere i mestrini, ma a proteggere Venezia.

  • Controllava il traffico fluviale verso la Laguna.

  • Era il punto di raccolta delle truppe della Serenissima prima delle campagne militari in terraferma.

  • Garantiva che nessuna potenza straniera (come i Carraresi di Padova o gli Scaligeri di Verona) potesse avvicinarsi alle sponde della laguna.

Il Declino e la Scomparsa

Con l’evoluzione delle artiglierie (i cannoni rendevano le mura medievali inutili), il castello perse la sua funzione militare.

  • Settecento: Molte parti iniziarono a cadere in rovina.

  • Ottocento: Sotto la dominazione austriaca e poi con il neonato Regno d’Italia, le mura furono considerate un ostacolo all’espansione urbana. Furono abbattute pezzo dopo pezzo per “aprire” la città, interrando i fossati e demolendo le torri.

L’assedio del Castelnuovo di Mestre

L’assedio del Castelnuovo di Mestre del 1513 rappresenta uno dei momenti più critici per la terraferma veneziana durante la Guerra della Lega di Cambrai. In quel periodo, la Serenissima stava lottando per la sopravvivenza contro una coalizione potentissima che mirava a smantellarne i domini di terra. Se ti interessa leggerlo CLICCA QUI