
Castelvecchio Mestre
Il Castelvecchio è il “punto zero” della storia di Mestre. Se il Castelnuovo (quello di Piazza Ferretto) rappresenta l’epoca d’oro del dominio veneziano, il Castelvecchio ci riporta a un’epoca più oscura, selvaggia e affascinante: quella dell’Alto Medioevo, quando Mestre era una terra di confine tra le paludi e la pianura.
Il Castelvecchio non sorgeva dove lo cercheremmo oggi (in centro), ma in una zona leggermente decentrata, nell’area compresa tra le attuali Via Torre Belfredo, Via delle Muneghe e Via San Girolamo. Venne costruito su un dosso, un’altura naturale che emergeva dalle zone acquitrinose circostanti. Era il punto più sicuro e asciutto, perfetto per controllare il corso del fiume Marzenego prima che si diramasse verso la laguna.
Mappa approssimativa di come era Mestre un tempo
Origine e Architettura: Una Fortezza Feudale
Sorse intorno al X secolo, molto prima che Venezia mettesse stabilmente piede in terraferma.
Lo stile: A differenza del Castelnuovo, costruito con i grandi mattoni rossi veneziani, il Castelvecchio era una struttura più “rude”. Immaginate una fortificazione mista di mattoni crudi, pietra e molto legno.
Le mura e il fossato: Era circondato da un recinto fortificato e da un fossato d’acqua che sfruttava un’ansa naturale del Marzenego.
Il mastio: Al centro svettava una torre principale, un mastio che fungeva da residenza per i signori locali e da ultimo rifugio in caso di attacco.
Il Potere dei Vescovi
Il Castelvecchio era la sede del potere dei Vescovi di Treviso, che da qui amministravano il territorio e riscuotevano i dazi. Era un simbolo di autorità religiosa e politica. All’interno delle sue mura si trovava anche la prima chiesa di San Lorenzo (quella originaria, precedente al Duomo attuale), che fungeva da cappella del castello e centro spirituale per i primi abitanti del borgo.
Il Passaggio di Testimone
Perché si chiama “Vecchio”? Nel 1108, i Trevisan iniziarono a costruire una nuova fortificazione più ampia (il Castelnuovo) per ospitare una popolazione in crescita e un commercio sempre più fiorente. Per un periodo, i due castelli coesistettero, collegati da una strada che sarebbe poi diventata il asse portante della città.
Tuttavia, con l’arrivo della Serenissima nel 1337, il Castelnuovo divenne il fulcro militare e il Castelvecchio iniziò il suo lento declino: le sue pietre vennero “riciclate” per altre costruzioni e la sua area divenne una zona residenziale.
Il Castelvecchio è la radice invisibile di Mestre. È lì, sotto il piano stradale di via Belfredo, a ricordarci che prima di essere un porto e prima di essere una città industriale, Mestre era un avamposto solitario tra le acque, nato dalla necessità di difendere la terra dal fango e dagli invasori.
Mestre in una mappa dell’epoca
Per non dimenticare le radici
Se il Castelnuovo era il cuore monumentale che si può intuire, il Castelvecchio è la radice nascosta, il nucleo primordiale da cui tutto ha avuto origine. Si trovava nell’area che oggi gravita attorno a Via Torre Belfredo e la zona di San Lorenzo. Era un’area leggermente più elevata rispetto al resto del territorio, scelta proprio per scopi difensivi.
Mentre il Castelnuovo è “veneziano” nell’anima, il Castelvecchio è figlio del periodo feudale. Fu costruito dai Vescovi di Treviso (o da signori locali sotto la loro protezione) intorno all’anno 1000 per controllare i traffici sul fiume Marzenego.
La struttura
Era molto più piccolo e “rustico” rispetto alla fortezza che abbiamo descritto in precedenza. Era probabilmente un recinto fortificato con una torre centrale di avvistamento e strutture in legno e mattoni crudi, circondato da un ramo del fiume.
Castelnuovo
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