Cinque angoli nascosti imperdibili di Venezia
Venezia, la Serenissima, è un labirinto di calli e campielli. Per conoscerla davvero, bisogna abbandonare il percorso prestabilito e perdersi nelle sue corti segrete, dove il silenzio rompe il frastuono dei turisti e le pietre narrano leggende dimenticate.
“L’idea iniziale era ambiziosa: stilare un elenco dei dieci luoghi più segreti di Venezia. Tuttavia, ho compreso che l’autentica meraviglia risiede nella scelta ponderata, non nella quantità. Per non diluire l’effetto sorpresa e concentrare l’attenzione sulla vera anima della città, ho selezionato i cinque angoli più affascinanti e sconosciuti di Venezia.
Questi gioielli, lontani dai flussi turistici, vi colpiranno con la stessa intensità emotiva di Piazza San Marco, rivelando il volto più vero e intimo della Serenissima. Preparatevi a restare a bocca aperta, perché questa è la Venezia che non vi aspettereste mai di trovare.”
1. Campiello del Remer (Cannaregio)
Uno dei campielli più incantevoli di Venezia, con un suggestivo affaccio sul Canal Grande e una loggia gotica.
Storia: Il nome deriva dal mestiere di Remer (fabbricante di remi), essenziale per l’attività marittima veneziana. Oggi è un punto di ritrovo serale molto amato dai veneziani. Questo campiello è un pittoresco e caratteristico angolo di Venezia, più simile ad una corte, racchiuso tra splendide costruzioni di stile veneziano. Si trova vicino al Ponte di Rialto, e guarda direttamente sul Canal Grande. Da qui si ha una bellissima vista panoramica del Canal Grande che comprende parte del Ponte di Rialto, il Palazzo dei Camerlenghi, il Campo dell’Erbaria ed il lungo edificio delle Fabbriche Nove.
Leggenda del Fantasma di Elena: Si narra che nel 1598, il Doge Marino Grimani, passando di qui, sentì le grida di una donna. Era sua nipote, Elena, che fuggiva dal marito accecato dalla gelosia. Nonostante l’intervento del Doge, l’uomo la decapitò in quel campiello. Dopo aver vagato senza pace e gettatosi nel Canal Grande con la testa della moglie, si dice che il suo fantasma emerga ancora oggi, nelle notti di vento, davanti al campiello, tenendo tra le mani il capo della sfortunata Elena.

2. Corte Morosina (Cannaregio)
Nascosta nel Sestiere di San Marco, questa corte prende il nome da una delle più illustri famiglie patrizie di Venezia.
Storia: Questa tranquilla e nascosta corte, deve il suo nome probabilmente perché in passato ospitava alcune dimore della potentissima famiglia Morosini, che diede alla Repubblica ben quattro Dogi, tre Dogaresse e due Regine. La cosa che rende incredibile questa bellissima corte, è il suo silenzio. Malgrado si trovi a pochi passi da Rialto e alla via molto trafficata, questa corte sembra “sonorizzata”, tanto da sentire il gracchiare dei gabbiani in volo.
Leggenda del Cavaliere Crociato: La corte è legata a una storia di amore, inganno e tradimento. Un cavaliere crociato, innamoratosi follemente di una donna creduta sorella del nobile Morosini (ma in realtà sua amante), fu derubato da lei di una preziosa reliquia. L’incauto cavaliere fu abbandonato; di lui, dopo vane ricerche, restarono solo l’elmo e l’armatura nella corte, testimoni silenziosi del suo tragico destino.

3. Corte Barzizza (San Polo)
Un angolo intimo e appartato, vicino al Ponte di Rialto, che riflette la tranquilla vita residenziale di Venezia.
Storia: Prende il nome dalla famiglia Barzizza, nobili bergamaschi che acquistarono e ristrutturarono l’omonimo palazzo nel XVIII secolo, conferendole l’aspetto elegante e severo che mantiene oggi. A rendere imperdibile questa corte sono: le sue strutture architettoniche con una splendida vera da pozzo nel mezzo della corte. La quiete e i suo silenzio, e un meraviglioso affaccio sul Canal Grande, da dove si arriva percorrendo una piccola calle.
Leggenda dell’Ombra Rossa: All’inizio del ‘900, si diffusero voci di un’Ombra Rossa che appariva fugacemente nella corte, colpendo misteriosamente i passanti. Questa figura spettrale, avvolta in uno scialle nero, sembrava gridare aiuto per la madre malata. Alcuni racconti la collegano alla figura di una giovane donna in cerca di soccorso per la madre affetta da polmonite, in un turbinio di apparizioni e soccorsi misteriosi.

4. Calle de Mezo (Santa Croce)
A Venezia, il nome di molte calli è estremamente funzionale. “Calle de Mezo” significa letteralmente “Via di Mezzo” ed è un toponimo molto comune in città. La Calle de Mezo è legata a doppio filo al bellissimo e antico Campo San Giacomo dall’Orio, uno dei pochi campi veneziani a conservare un’atmosfera popolare, punto di ritrovo storico per la gente del posto.
- Le caratteristiche. Un aspetto caratteristico di questa Calle de Mezo sono le sue edicole votive (in veneziano: capitèi), piccole nicchie contenenti immagini sacre. Ma la caratteristica che la rende unica e imperdibile, è la sua quiete, e il suo affaccio su Rio San Boldo, e la splendida vista che si ha su Palazzo Grioni in Campo San Boldo.
Appena arrivati al suo ingresso, camminate fin la porta d’acqua che si staglia davanti a voi. Qui avrete una meravigliosa vista sul canale adiacente, che sulla destra forma un piccolo bacino: Campo San Boldo.
Sedetevi sui gradini, e guardando fronte a voi alzate un po’ lo sguardo. Così facendo vedrete il bel Palazzo Grioni (San Boldo) incorniciato dal portale in marmo semi ovale della porta d’acqua.
- La leggenda. A questo angolo meraviglioso e magico è legato un racconto popolare. Si narra che qui vi si incontrassero segretamente due giovani innamorati. Non potendo vivere liberamente il loro amore a causa delle convenzioni sociali o forse delle rispettive famiglie, trovavano rifugio in questa calle, proprio sui gradini di fronte al canale.
La leggenda la potrete trovare insieme ad altre nel mio libro Venezia si Racconta.

5. Fondamenta del Rielo (Castello)
Una fondamenta che incarna l’autentica vita popolare veneziana, lontana dai palazzi nobiliari.

Storia: Il nome deriva dal rio Riello, su cui sorge. Nel XVII secolo era nota anche come Fondamenta “del Forner”, per la presenza di un forno, o “de le Colonne”, “De le Colonne”, per via di un edificio porticato, poggiato su colonne, che si affacciava sul canale e che, in alcuni punti, è ancora visibile oggi.
La Poesia del Quotidiano: Non ci sono leggende di fantasmi, ma la magia del Rielo risiede nel suo essere una Venezia vera e popolare. Qui l’atmosfera è di una pace rilassante, quasi incredibile per una città così frequentata. È il regno delle case colorate, delle persiane che si affacciano direttamente sul canale e dei panni stesi ad asciugare al sole, un vero e proprio “dipinto poetico” della vita quotidiana veneziana.
- Il Ponte del Rielo: La Fondamenta del Rielo è collegata al vicino Ponte del Rielo, un ponte in pietra d’Istria semplice ma pittoresco, che si fonde perfettamente con l’ambiente circostante e offre uno scorcio da cartolina sulla vita che scorre lenta sul canale.
Questi angoli non sono solo fermate su una mappa, ma portali verso una Venezia segreta, fatta di sussurri, antiche professioni e leggende che sopravvivono nel silenzio. Centinaia di luoghi, storie, curiosità e leggende, sono inseriti all’interno di questo blog raccontaviaggi.it e sui miei due libri “Venezia Insolita e Nascosta” e “Venezia si Racconta” disponibili in esclusiva editoriale su Amazon Libri.
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