Corte Moretta
Corte Moretta è un delizioso e silenzioso angolo nascosto situato nel cuore del sestiere di San Marco, a pochissimi passi da Campo San Samuele e dal maestoso Palazzo Grassi. Rappresenta perfettamente il classico esempio di “Venezia segreta”: quel tipo di spazio che i turisti frettolosi tendono a superare senza notare, ma che custodisce piccole storie locali.
L’origine del nome: la famiglia Moretti
I registri storici della parrocchia di San Samuele rivelano che questa famiglia era ben radicata nella zona già nel XVII secolo.
- Nel 1680 vi abitava un certo Roberto Moretti, che lavorava come fattore per la nobile famiglia Malipiero. Suo figlio, Pietro Maria, divenne addirittura il piovano (parroco) della vicina chiesa di San Samuele.
- Negli anni successivi, la zona ospitò altri membri della stirpe, tra cui avvocati (causidici) e ragionieri pubblici. I Moretti accumularono abbastanza ricchezze da acquistare diverse proprietà immobiliari nell’area, legando indissolubilmente il proprio cognome alla corte.
Calle Moretta
La fontana del Leone
La sua forma ricorda vagamente una pałina de casada (i pali da ormeggio in legno delle famiglie nobiliari) ed è impreziosita da una testa di leone in rilievo, dalla cui bocca fuoriesce l’acqua. È un piccolo monumento di archeologia urbana che ancora oggi offre refrigerio a residenti e passanti.
Un’oasi di pace nel cuore di San Marco
La Leggenda di Corte Moretta
Nel 1740, a Venezia, si diceva che la fontanella con la testa di leone a Corte Moretta fosse custodita da quattro spiriti guardiani, immortalati in quattro inquietanti facce di pietra sulla parete. Erano severi custodi incaricati di proteggere il decoro e la quiete del sestiere di San Marco.
Un giorno d’estate, tre giovani fanciulle veneziane arrivarono di corsa nella corte per rinfrescarsi: incuranti delle regole dell’epoca, si erano spogliate indossando abiti succinti, quasi mezze nude, e si misero a fare baccano e a ridere ad alta voce attorno alla fontana. I quattro spiriti guardiani, scandalizzati e irritati da quella sfacciata mancanza di rispetto, decisero di punirle severamente.
Con un incantesimo improvviso, le pietrificarono all’istante, bloccandole per sempre in un unico blocco di terracotta proprio in quello stato. Da quel giorno, per ammonimento eterno verso chiunque osasse violare il decoro della corte, i quattro guardiani posizionarono esattamente al centro delle loro quattro facce l’immagine delle tre fanciulle pietrificate.
Ancora oggi, si narra che chiunque si avvicini alla fontanella di Corte Moretta al calar della notte possa sentire i sussurri ammonitori delle quattro facce, e le flebili risate delle fanciulle.
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