"disegno con canale di venezia ponte e gargami"
Venezia,  Venezia da visitare

Gargami di Venezia

I gargami erano elementi fondamentali dell’ingegneria idraulica tradizionale veneziana. Si tratta di antichi blocchi di pietra d’istria inseriti nelle sponde dei canali (rii), dotati di scanalature verticali progettate per accorrere e guidare lo scorrimento di paratoie in ferro.

L’uso principale e fondamentale dei gargami, specialmente nel contesto del grande intervento di riqualificazione voluto dall’ingegner Miozzi, era la pulizia e la bonifica dei canali veneziani (i rii).

Il Funzionamento dei Gargami

Il sistema sfruttava la forza cinetica dell’acqua accumulata per generare un’azione di “sciacquone” o, come veniva chiamato in veneziano, un’operazione di càsar (pulizia). Ecco i passaggi chiave di questa funzione.

  1. Accumulo: A marea calante, la paratoia inserita nei gargami veniva chiusa, bloccando il flusso dell’acqua nel tratto di rio a monte. L’acqua continuava a defluire a valle della paratoia, creando una notevole differenza di livello tra le due sponde.

  2. Rilascio Improvviso: Quando la marea aveva raggiunto il suo punto più basso (o stava per risalire), la paratoia veniva aperta di scatto.

  3. Corrente di Scarico: L’enorme massa d’acqua accumulata a monte si precipitava violentemente nel canale a valle, trovando un passaggio ristretto. Questo creava una corrente fortissima, una sorta di onda d’urto in grado di sollevare e trascinare via il fango, i sedimenti, i liquami e i rifiuti solidi depositati sul fondo del canale.

Questa tecnica consentiva di pulire il fondo dei rii in profondità e in modo rapido, convogliando tutto il materiale verso il Canal Grande e poi fuori in laguna, grazie alle correnti naturali.

In sintesi: i gargami erano lo strumento per attivare un potente sistema di lavaggio idraulico che ha permesso di mantenere i canali di Venezia salubri per decenni, senza la necessità di prosciugare i canali con costose e complesse operazioni (palancole)

L’idea di inserire o, per meglio dire, di regolarizzare e sistematizzare l’uso dei gargami a Venezia risale all’ingegnere Eugenio Miozzi (1889-1979).

Eugenio Miozzi

Eugenio Miozzi è stato una figura chiave dell’ingegneria e dell’architettura veneziana del XX secolo. Ha ricoperto per lungo tempo il ruolo di Ingegnere Capo del Comune di Venezia, posizione che gli ha permesso di influenzare in modo determinante la gestione del tessuto urbano e la modernizzazione della città lagunare, bilanciando le esigenze di funzionalità con la tutela del patrimonio storico.

A lui si devono opere significative come il Ponte della Libertà (che collega Venezia alla terraferma), il Ponte degli Scalzi di fronte alla stazione ferroviaria, e la sistemazione di Piazzale Roma.

L’intervento sui gargami

Per quanto riguarda i gargami, l’opera di Miozzi non fu un’invenzione ex novo, ma un’ingegnosa riqualificazione di un sistema idraulico preesistente.

Nell’immediato secondo dopoguerra, la situazione igienica dei canali veneziani (i rii) era critica. A causa dell’accumulo di detriti e di un sistema fognario inadeguato, l’acqua ristagnava, diventando maleodorante e insalubre. Miozzi, da attento conoscitore della storia veneziana, studiò e riattivò l’antico sistema dei gargami.

Fece installare sistematicamente (o ripristinare dove già esistevano) dei blocchi di pietra d’Istria lungo le sponde dei canali, dotati di scanalature verticali.

In queste scanalature venivano inserite delle paratoie di ferro (chiuse a marea bassa). L’acqua veniva lasciata accumulare a monte e poi, con l’apertura improvvisa delle paratoie in concomitanza con il riflusso della marea, si creava una violenta corrente di scarico.

Questo potente “risciacquo” (in veneziano, questa operazione è storicamente nota come “càsar el rio”, cioè pulire il rio) trascinava via il fango, i liquami e i rifiuti accumulati sul fondo, convogliandoli verso il Canal Grande e la laguna aperta, migliorando notevolmente le condizioni igieniche dei canali interni senza ricorrere a costosi e invasivi lavori di prosciugamento (palancole).

In sintesi, l’ing. Miozzi seppe applicare una soluzione tradizionale ed efficace per risolvere un problema sanitario moderno, dimostrando grande rispetto per le tecniche ingegneristiche storiche della Serenissima.