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Racconti di Viaggio,  Venezia

Laguna di Venezia

Quando si parla di Venezia e della sua Laguna, il pensiero corre subito al fenomeno dell’acqua alta. Eppure, esiste un fenomeno opposto, meno celebrato ma altrettanto dirompente: la bassa marea. In un batter d’occhio, l’acqua si ritira e svela un mondo sommerso che normalmente non vorremmo mai vedere, trasformando radicalmente il paesaggio.

L’Altro Volto della Laguna

La Laguna di Venezia, con i suoi 550 km² di estensione, è un equilibrio delicatissimo di barene e canali. Se i grandi canali di navigazione e le “autostrade” percorse dai grossi traghetti mantengono la loro profondità permettendo il transito di navi di grosso tonnellaggio, la situazione cambia drasticamente nei rii interni e nelle zone meno profonde. Qui, la navigazione diventa difficile, se non impossibile.

Un labirinto di terra e acqua

Il ritiro dell’acqua porta alla luce la “spina dorsale” della laguna:

  • Dove prima si navigava, ora si cammina: È un’esperienza fantastica pensare che si possa poggiare i piedi su fondali che, solo poche ore prima, erano coperti da oltre un metro d’acqua.

  • Un cambio di abitanti: I pesci lasciano il posto agli uccelli, che camminano indisturbati alla ricerca di cibo tra molluschi e lombrichi rimasti scoperti.

  • Attenzione al fango: Non tutto ciò che emerge è calpestabile. Se sui fondi sabbiosi si cammina con facilità, nelle zone melmose il rischio è di sprofondare per decine di centimetri.

Il pericolo “silenzioso e subdolo”

La laguna sa essere tanto affascinante quanto pericolosa. La marea è un ciclo veloce: così come scende, risale. Il rischio per i meno esperti è quello di restare imprigionati: si può rimanere “in secca” con la propria imbarcazione o, peggio, avventurarsi a piedi su terre emerse e venire sorpresi dal ritorno dell’acqua, che risale in modo silenzioso e subdolo.

Un ecosistema sotto osservazione

Questa doppia anima della Laguna — tra l’emergenza dell’acqua alta difesa dal MOSE e la nudità della bassa marea — ci ricorda quanto sia fragile questo sito UNESCO. La bassa marea di una limpida giornata di febbraio, come mostrano le foto, ci permette di vedere chiaramente i confini della laguna: l’acqua che normalmente lambisce gli alberi si ritira, lasciando spazio a un panorama lunare.

La laguna di Venezia

Si può camminare dove prima vi era solo acqua, 50 cm, 100 cm o anche 150 cm nei momenti di alta marea. Pensateci…fantastico poter camminare in luoghi dove poche ore prima erano sommersi da un metro di acqua.  Ma attenzione, non in tutti i posti si ha la possibilità di camminare, ma solo dove il fondo è sabbioso, in altri posti col fondo melmoso si sprofonda nella melma di alcuni cm fino a sprofondare anche di mezzo metro.

Come potete vedere la bassa marea in questa splendida giornata di Febbraio e molto bassa. Da notare che senza bassa marea l’acqua arrivi fino a lambire gli alberi che vedete infondo, e fino agli alberi ci si possa avvicinare con piccole imbarcazioni.

Il grosso traghetto che vedete passare, notate quanto sia vicino alla riva, ma può navigare tranquillamente perchè li vi è scavato un canale molto profondo per poter permettre di transitare a navi di grosso tonellaggio. Sembra quasi di poterlo toccare.