"vista aerea mussomeli"

Mussomeli e il suo Castello Manfredonico

Mussomeli

Il comune di Mussomeli è situato in Sicilia e fa parte della provincia di Caltanissetta. Sorge a 650 mt. di altezza s.l.m., arroccata sopra una collina.
Le sue origini risalgono alla seconda metà del XIV secolo, e sono legate al nome di Manfredi III di Chiaromonte, il fondatore.
Nel corso degli anni, fu feudo di molte famiglie. L’8 settembre si festeggia la Madonna dei Miracoli. Conta circa 11.400 abitanti

Informazioni su Mussomeli

Si presume che il territorio di Mussomeli sia stato abitato fin dall’epoca preellenica (prima del 1500 a.C.) dai Sicani e dai Siculi, attratti dalla sicurezza offerta dalla conformazione del territorio e dalla fertilità della terra. Ciò è testimoniato da numerose zone archeologiche nelle vicinanze del paese. Qualche migliaio di anni dopo, i Romani scelsero queste terre anche perché svolgeva durante le guerre un ruolo di raccordo tra il centro Sicilia e le coste.

Nel 1370 Manfredi di Chiaramonte inaugurò il Castello Manfredonico di stile gotico-normanno, costruito su una precedente fortezza araba, che si innalza su una rupe fino a 778 metri.

Cosa vedere a Mussomeli

Nel territorio del comune di Mussomeli Sicilia è compreso il sito archeologico di Polizzello posto su una collina a 877 m sul livello del mare. Il sito geograficamente si presta ad un insediamento umano per la facilità con cui è difendibile e per la presenza di fonti di acqua. Esso è costituito da due pianori di cui il superiore più piccolo è sede dell’acropoli nonché luogo del primo insediamento protostorico e arcaico.

Antichi palazzi del centro storico

Cosa vedere a Mussomeli Sicilia: notevoli abitazioni nobiliari sono presenti nel centro del borgo di Mussomeli, quali:  Palazzzo Trabia, Palazzo Langela, Palazzo Minneci e Palazzo Sgadari (quest’ultimo adibiti a museo archeologico, con resti da Polizzello e da Raffe). Vi è poi la torre civica, costruita dalla famiglia Lanza nel 1533. Numerose le chiese costruite nel corso dei secoli tra cui la chiesa madre di San Ludovico ed il Santuario dedicato a Maria SS. dei Miracoli, patrona della città, che viene venerata l’8 e il 15 settembre di ogni anno. Da ricordare anche l’attiguo chiostro (costruito poco più tardi), la Parrocchia di San Giovanni Battista e le chiese di Santa Maria, di Sant’Enrico, di Maria SS. del Carmelo, di Cristo Re e la recente Parrocchia Trasfigurazione di Santa Teresa al Castello. Alcune di queste chiese, le più antiche, sono tuttora chiuse a causa dell’inagibilità dei locali.

L’economia del paese si basa quasi esclusivamente sull’agricoltura, si produce maggiormente grano, olio di oliva, vino e fichi. Un ruolo importante è l’allevamento di bovini ed ovini, dai quali si ricavano prodotti caseari, come la ricotta.

Estratti dal mio libro “Sicilia da Raccontare”

“Chiacchierando giunge l’ora di trovarci con il suo amico Giuseppe, e decidiamo di scendere in strada ad aspettarlo. Nel frattempo, la piazza che prima era deserta, ora si era popolata di persone, e dopo un po’ d’attesa giunge il nostro cicerone Giuseppe, che fatti i convenevoli, ci fa strada verso via Barcellona, chiamata così in onore della famiglia Barcellona che vi abitava, e che vi abita tutt’ora.
Essendo questa via di raccordo, tra Piazza Umberto I e la Chiesa Madre, può essere considerata una delle vie principali del paese.

Una cosa molto caratteristica e a mio parere di gran valore d’appartenenza, è la presenza lungo alcune vie di scudi metallici rappresentanti varie famiglie aristocratiche mussomelesi, appesi sui muri delle case. Io pensavo che ogni scudo con il nome e il simbolo della famiglia fosse infisso sul quartiere di appartenenza della famiglia stessa, ma Giuseppe mi ha spiegato che non è così, e i simboli con i nomi delle famiglie sono messi casualmente, ad onorare i loro servigi per lo sviluppo del borgo nei secoli.

Piccoli borghi ed il loro senso d’appartenenza

Questa è una dimostrazione come in questi piccoli borghi dell’entroterra siciliano, vi sia un forte senso di appartenenza al borgo stesso, e questo si traduce in rispetto delle regole, pulizia, fratellanza, valori ormai persi in molti luoghi non solo solo in Sicilia, ma in tutta la nostra penisola.
Il cittadini siciliani già fieri di per se stessi della loro terra, in questi borghi mantengono vivo il culto delle tradizioni, della congregazione, della genuinità, e un briciolo di spensieratezza, che rendono una comunità più vera. Questo è uno dei motivi che tanto mi fanno amare i piccoli borghi rispetto alle grandi città.”

Il meglio questo piccolo borgo, come gli altri dell’entroterra, lo offre nelle ore serali, dove le antiche vie con i suoi palazzi, sono illuminate dalle soffuse calde luci dei lumi, creando un gioco di luci e ombre, e la leggenda di Mussomeli uomo nero che poi vi racconterò.

Alcune immagini di Mussomeli di sera
"mussomeli torre orologio illuminata"
Sopra Chiesa Madre, Palazzo Trabia, e in grande la Torre dell'Orologio

Lo Stretto Cinquemani

Uno dei luoghi più spettacolari da visitare nel cuore della sera, è il celeberrimo Stretto  Cinquemani (o anche quartiere) nel si celano e si narrano lugubri storie e leggende. “Questo luogo ora è disabitato, quindi come si suol dire un quartiere fantasma, che come fatto da noi, consiglio caldamente di visitare nelle ore notturne. No per la possibilità di incontrare qualche lugubre fantasma, o carnefice pronto a farvi a pezzetti, ma perché con le tenebre e la luce calda dei lampioni si respira la vera atmosfera legata alle sue oscure leggende.
Leggende e storie vere, legate ad uccisioni, aggressioni, incontri carnali e clandestini, a cui era meglio non assistere o pregare per non esserne coinvolti. Insomma cose da far rizzare i peli dall’ansia….” In quella che è la stretta e buia scalinata del vicolo è stato posto un cartello, di cui vi riporto la foto, in cui potrete leggere un sunto della sua storia. Ed è in questo quartiere che si nomina la leggenda di “Mussomeli uomo nero”.

In questo link potrete trovare la storia delle vie più antiche di Mussomeli.

L’insegna all’ingresso dello Stretto Cinquemani

“Se avrete il coraggio di visitarlo, da soli, di notte, fatelo. Oppure limitatevi a vederlo di giorno, che credetemi e tutt’altra cosa.
Se ancora non vi fidate, accontentatevi di ciò che avete letto, ma sappiate che al di là della storia e delle leggende, Mussomeli è un paese a criminalità zero. Senza furti, reati o violenze… mica vorrete essere proprio voi i prossimi sfortunati. Ahahah scherzo! Andateci tranquillamente di sera, è uno dei punti forti del paese.

Unica cosa che mi permetto di consigliare all’amministrazione comunale, quello di metterlo maggiormente in risalto sia nel web, sia come indicazioni che rendano possibile trovare un luogo che altrimenti è quasi impossibile da rintracciare. Per ultima cosa, come ho fatto io, consigliarne la visita serale per far sì che il luogo rispetti il proprio arcano fascino.
Magari una bella statua in bronzo rappresentativa della sua storia e leggenda, in un luogo dove so io, e che vi indicherò nella foto che troverete di seguito.

Ma su questo non voglio sostituirmi al Sindaco, magari chissà che alla mia prossima venuta a Mussomeli non trovi proprio questa statua ad aspettarmi…”

Dopo questo mio sunto tratto dal mio libro “Sicilia da Raccontare”, e da questa ultima bellissima foto del quartiere Cinquemani, precisamente dove io metterei una bella statua, passiamo a vedere il punto forte di Mussomeli, il suo Castello Manfredonico.

Mussomeli Castello Manfredonico

Il Castello simbolo del potere dei baroni feudali è una grandiosa opera architettonica, fu fatto edificare nel 1364 da Manfredi II Chiaramonte per scopi sia militari che residenziali.

Il maniero sorge a circa 2 km dal centro abitato, disposto a quote diverse fino a toccare i 780 metri. Sembra creare un tutt’uno con lo sperone di roccia calcarea che s’innalza isolata nella campagna di Caltanissetta, provincia disseminata di castelli. La fortezza è delimitata da un muro di cinta irregolare che sfrutta al meglio ogni possibile appoggio offerto dai costoni rocciosi; in tal modo la parte costruita dall’uomo si fonde con quella creata dalla natura.

Incastonato nella roccia

Ha un aspetto massiccio per la buona qualità della malta utilizzata e della pietra ricavata dalla stessa roccia, l’uso abbondante di piedritti (elemento architettonico verticale portante) negli archi e nelle cantonate, lo hanno fatto resistere alle intemperie di ben sei secoli.
Ricca di decorazioni appare la facciata esterna del castello munito di merli, bifore, due torrette cilindriche, il portale e le finestre ornate; è uno dei migliori esempi di arte gotica. Ma anche la visione dell’interno, a cui si accede da una porta ad arco ogivale, lascia senza fiato.

Meritano di essere visitate le sale dalle alte volte a crociera, la Sala dei Baroni, caratterizzata dai pregevoli portali in puro stile “chiaramontano” e da due finestre bifore, la “Prigione della Morte” dove i condannati venivano calati attraverso una botola e uccisi per annegamento.
All’interno del maniero si trova anche una cappella, conservata in buono stato, dove è ancora presente un dipinto della “Madonna della Catena”, a cui i carcerati si rivolgevano per implorare la grazia.

Foto del Castello internamente

“Arrivato al Mussumeli castello, sono il primo visitatore, e dopo essermi presentato alle ragazze, oltre all’ingresso gratuito, mi ritrovo le chiavi del castello in mano “ Apra pure lei, poi dopo la raggiungo ” mi dice la più anziana delle due, dopo avermi porto queste due grandi chiavi “ Con questa apre il portone delle mura, e con questa il portone del castello ”.
Potete figurarvi il mio stupore, e la mia grande emozione, di ritrovarmi queste due grosse chiavi in ottone, e di essere io da solo ad aprire le porte di un castello. Mai avrei immaginato nella mia vita di aprire i portoni di un castello con delle chiavi antiche.” Come scritto nel mio libro, ho avuto l’onore e la gioia di aprire un castello, che la tradizione dice essere frequentato da almeno un fantasma, ma le storie di spiriti presenti in realtà sono due.

Il fantasma di Don Guiscardo:

Una, la più conosciuta, è quella legata a Don Guiscardo figlio di un mercante spagnolo e marito della bella Esmeralda, nel 1392 partì per la Sicilia con l’esercito di Re Martino I per sedare la rivolta di Andrea Chiaramonte. Lasciò così la sua bella moglie in attesa di un figlio.
Domata la rivolta, desideroso di vedere il Castello di Manfreda (antico nome di Mussomeli), il soldato lasciò la città di Palermo diretto nel cuore della Sicilia. Durante il suo viaggio però, venne attaccato dai soldati di Don Martinez, un uomo innamorato della bella Esmeralda, da lei rifiutato. Volendosi vendicare per il torto subito, ordinò la morte del suo rivale, richiudendolo ferito gravemente nei sotterranei del castello.
Da buon cristiano egli avrebbe dovuto pregare, invece in un attimo di smarrimento prima di morire imprecò contro Dio, e poco dopo, capì d’essere uscito dal suo corpo e, impossibilitato a percorrere la strada verso il Paradiso per via delle ingiurie dette prima della morte, venne condannato a vagare per mille anni sulla terra. Questo fantasma è stato visto a più riprese dal guardiano del castello, che racconta “ Ricordo ancora con emozione la sera del 19 luglio 1975, dopo aver accompagnato gli ultimi visitatori, mi stavo riposando fumando una sigaretta quando ad un tratto sentii una folata di vento e subito dopo si materializzò un corpo. Il fantasma raccontò tutta la sua storia….” continua nel mio libro “Sicilia da Raccontare”.

Le tre sorelle murate vive

La seconda storia narra di tre sorelle murate vive all’interno di una stanza dal fratello…..ma per ora sul castello Manfredonico e sul bellissimo borgo di Mussomeli Sicilia abbiamo già detto molto. Il resto lo potrete trovare nel mio libro “Sicilia da Raccontare”, con tutte le migliori foto in esclusiva. E non dimenticatevi il mio detto ” Non avrai visto la Sicilia, se non sarai stato a Mussomeli”.

Vi lascio con quest’ultima veduta panoramica da sopra la torre del Mussomeli Castello, da dove si domina tutta la vallata. In fondo a destra, lo sperone roccioso su cui sorge il borgo di Sutera, che andremo a vedere in un prossimo articolo. Sotto: se cercate un alloggio non caro, ma di gran classe, arredato con splendido gusto, vi consiglio caldamente il “Musmelia Rooms” in Piazza Umberto I, la piazza principale del borgo, in pieno centro. Trovarlo sarà facilissimo, è nella piccola piazza, di fianco al Monumento ai Caduti. Vi riporto una foto, di una delle stanze, ne sarete soddisfatti: qualità e gentilezza.

Quindi, cosa vedere a Mussomeli…un po di tutto, e magari anche il Mussomeli uomo nero…ahahah.

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