Palazzo Franchetti
Palazzo Cavalli-Franchetti è uno dei palazzi più affascinanti e riconoscibili di Venezia, situato in una posizione privilegiata sul Canal Grande, proprio accanto al Ponte dell’Accademia nel sestiere di San Marco.
Stile Neogotico. L’aspetto attuale è il risultato di profondi restauri avvenuti nel XIX secolo. Prima sotto l’arciduca Federico d’Austria e poi sotto il Barone Raimondo Franchetti, il palazzo fu trasformato dall’architetto Giambattista Meduna in uno dei massimi esempi di architettura neogotica veneziana.
Elementi Distintivi. La facciata è riccamente decorata con archi a sesto acuto e trafori marmorei. All’interno, spicca lo scalone monumentale di fine Ottocento, considerato un capolavoro dell’eclettismo dell’epoca. Il palazzo vanta anche uno dei rari giardini privati che si affacciano direttamente sul Canal Grande.
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti
Oggi il palazzo non è solo un monumento storico, ma un vivace centro culturale. È sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e ospita regolarmente mostre d’arte di rilievo internazionale gestite da ACP.
L’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti è una delle istituzioni accademiche più prestigiose e antiche d’Italia. Se Palazzo Franchetti è il “corpo” scenografico, l’Istituto ne è l’anima intellettuale.
Storicamente, l’Istituto aveva anche il compito di monitorare e stabilire l’ora esatta per la città e di occuparsi della gestione dei livelli delle maree, un ruolo vitale per una città che vive simbioticamente con l’acqua.
In sintesi, l’Istituto Veneto è il “ponte” che collega la gloriosa tradizione umanistica di Venezia con le sfide tecnologiche e scientifiche del futuro.
Storia di Palazzo Franchetti
La storia di Palazzo Franchetti è un affascinante intreccio di secoli, che vede il passaggio da una tipica dimora gotica del Quattrocento a un trionfo del gusto neogotico ottocentesco, riflettendo i cambiamenti politici e sociali di Venezia. Vediamo brevemente le tappe fondamentali della sua evoluzione.
Le Origini e le Famiglie Storiche (XV – XVIII Secolo)
Il palazzo fu costruito intorno al 1428 dalla famiglia Marcello. In questo periodo presentava la classica struttura del gotico fiorito veneziano, con la tipica tripartizione della facciata e ampie polifore. Nel corso dei secoli, la proprietà passò a diverse casate:
I Gussoni: lo acquistarono nel XVI secolo. La loro presenza è testimoniata dal fatto che il palazzo fu affrescato internamente (opere purtroppo andate perdute) da grandi maestri come lo Zelotti.
I Cavalli: entrarono in possesso dell’edificio nel XVIII secolo. È a loro che si deve la prima parte del nome con cui il palazzo è conosciuto oggi. Sotto la loro proprietà, il palazzo mantenne un ruolo di prestigio nella vita mondana veneziana.
Il Periodo Austriaco e l’Arciduca Federico (1840-1847)
A metà dell’Ottocento, il palazzo fu acquistato dal giovane Arciduca Federico d’Austria, comandante della marina imperiale. Fu lui a iniziare una profonda opera di ammodernamento per trasformare l’antica dimora in una residenza di rappresentanza degna degli Asburgo, consolidando l’immagine del palazzo come uno dei più eleganti del Canal Grande.
Il Conte di Chambord e la trasformazione di Meduna
Dopo la morte prematura dell’Arciduca, il palazzo fu acquistato da Enrico di Borbone-Francia, Conte di Chambord (pretendente al trono di Francia). Il Conte affidò i lavori all’architetto Giambattista Meduna, una figura chiave nel restauro di San Marco e della Fenice. Meduna intervenne pesantemente sulla struttura, accentuandone lo stile neogotico. Fu in questo periodo che venne creato il magnifico giardino laterale, abbattendo alcuni edifici preesistenti, un lusso rarissimo nel fitto tessuto urbano di Venezia.
L’Epoca d’oro del Barone Raimondo Franchetti
Nel 1878, il palazzo passò alla famiglia che gli diede l’impronta definitiva: i Franchetti. Il barone Raimondo Franchetti, uomo di enorme cultura e ricchezza, commissionò nuovi lavori radicali affidandosi all’architetto Camillo Boito. La storia della famiglia Franchetti, ha influito molto nell’architettura del palazzo di oggi.
Lo Scalone Monumentale: Boito progettò lo scalone interno, considerato uno dei vertici dell’architettura eclettica. È un’opera di incredibile complessità, con marmi preziosi, intagli e una struttura che sembra quasi sospesa.
Dettagli di lusso: Ogni angolo fu decorato con ferro battuto artistico (opera di Alessandro Mazzucotelli), stucchi e vetrate istoriate, rendendo il palazzo un “unicum” che fondeva l’antico splendore veneziano con il gusto internazionale della Belle Époque.
Dal XX secolo a oggi
Nel 1922, la vedova del barone, Sarah Louise de Rothschild, vendette il palazzo all’Istituto Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie. Dal 1999, il palazzo è diventato la sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Questo passaggio ha segnato la trasformazione definitiva da residenza privata a polo culturale, portando al restauro conservativo delle sale del piano nobile e all’apertura al pubblico per mostre e convegni internazionali.
Oggi, camminando lungo il Canal Grande, il palazzo appare come una “fortezza di merletti di pietra”, un simbolo di come Venezia abbia saputo reinventare il proprio passato medievale attraverso il filtro del romanticismo e del lusso ottocentesco.
Storia dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
L’Istituto ha origini napoleoniche. Fu fondato da Napoleone Bonaparte nel 1810 (come sezione dell’Istituto Reale di Scienze, Lettere ed Arti del Regno d’Italia).
Sotto l’Austria: Dopo la caduta di Napoleone, l’Imperatore d’Austria Francesco I lo rifondò nel 1838 con l’attuale denominazione.
L’Unità d’Italia: Con l’annessione di Venezia al Regno d’Italia nel 1866, l’Istituto fu riconosciuto come ente di interesse nazionale, mantenendo però una forte autonomia e un legame viscerale con il territorio veneto.
Chi ne fa parte?
Non è un’università aperta a tutti, ma un’accademia d’élite. I soci sono scelti tra i più illustri studiosi, scienziati e letterati.
È diviso in due classi: la Classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali e la Classe di Scienze Morali, Lettere ed Arti.
Tra i soci storici si annoverano giganti della cultura come Alessandro Manzoni, Antonio Canova, Louis Pasteur e, in tempi più recenti, premi Nobel e accademici di fama mondiale.
Le “Due Case”: Palazzo Loredan e Palazzo Franchetti
L’Istituto opera su due sedi storiche, entrambe affacciate su Campo Santo Stefano:
Palazzo Loredan: È la sede amministrativa e storica. Qui si trova il famoso Panteon Veneto, una collezione di busti marmorei che ritraggono i grandi personaggi che hanno illustrato la vita e la cultura della regione.

Palazzo Franchetti: Acquistato nel 1999, è lo spazio dedicato alle grandi mostre, ai convegni internazionali e alla comunicazione pubblica della scienza e dell’arte.
Cosa fa concretamente l’Istituto?
L’attività dell’Istituto è incessante e si divide in diversi ambiti:
Ricerca Scientifica: Organizza convegni di altissimo livello su temi cruciali, come la salvaguardia di Venezia, i cambiamenti climatici e le biotecnologie.
Conservazione della Memoria: Possiede una biblioteca vastissima (oltre 300.000 volumi) e un archivio storico fondamentale per lo studio della storia veneta.
Premi e Borse di Studio: Ogni anno assegna premi a giovani ricercatori e studiosi per incentivare l’eccellenza accademica.
Divulgazione: Grazie alla collaborazione con ACP a Palazzo Franchetti, rende fruibile il grande patrimonio artistico mondiale attraverso mostre che spaziano dal design all’arte contemporanea.
Informazioni Utili per la visita
Indirizzo: San Marco 2847 (Fondamenta Narisi), Venezia.
Orari: Generalmente aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 (gli orari possono variare in base alle mostre in corso).
Biglietti: L’ingresso per le mostre e il museo costa solitamente intorno ai 10€ ridotto 8€.
È una tappa imperdibile per chi vuole ammirare il lusso delle dimore veneziane dell’Ottocento unito alla grande arte contemporanea.
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