Ca’ Soranzo Van Axel
Palazzo Soranzo Van Axel, spesso chiamato anche Ca’ Soranzo Van Axel, è uno dei palazzi tardogotici più straordinari, affascinanti e meglio conservati di Venezia. Situato nel sestiere di Cannaregio (nelle vicinanze della Fondamenta delle Erbe e della chiesa Santa Maria dei Miracoli), sorge in una suggestiva posizione d’angolo dove si incrociano il rio de la Panado e il rio di Ca’ Widmann.
Storia del Palazzo Soranzo Van Axel
L’edificio originario, risalente agli inizi del XV secolo, aveva un impianto di stampo bizantino.
La forma attuale (1473-1479): Il palazzo fu radicalmente ricostruito nella forma che vediamo oggi tra il 1473 e il 1479 per volontà di Nicolò Soranzo, utilizzando in parte materiali di recupero provenienti da un preesistente palazzo della famiglia Gradenigo.
Nel corso dei secoli la proprietà fu suddivisa e condivisa tra diverse famiglie illustri, tra cui i Venier e i Sanudo (famiglia alla quale appartenne Matteo Sanudo, vescovo di Concordia). Nel 1652 il complesso fu acquistato dai Van Axel, una ricca famiglia di mercanti originaria delle Fiandre (Olanda/Belgio).
Grazie alle loro fortune economiche e all’inserimento nell’aristocrazia cittadina avvenuto nel 1665, i Van Axel legarono per sempre il loro nome a questa dimora, inserendo il proprio stemma nobiliare nell’arco gotico del cortile e sulla facciata esterna.
Architettura e particolarità uniche
La struttura a cortili: A differenza di molti palazzi veneziani che si sviluppano attorno a un unico cortile centrale, il complesso dei Soranzo Van Axel vanta una planimetria articolata attorno a due cortili. Il fulcro scenografico è rappresentato dalle scale scoperte in pietra d’Istria che portano ai piani superiori, caratterizzate da parapetti traforati e colonnine slanciate.
La Facciata, l’uso dei materiali e i colori: La facciata presenta il tipico intonaco a calce che fa risaltare gli elementi in pietra d’Istria bianca, creando giochi di contrasti cromatici e luminosi tipici dell’estetica lagunare.
Le scale esterne: Una delle caratteristiche più celebri del palazzo è la presenza di splendide scale esterne scoperte, arricchite da balaustre con colonnette e pilastrini che sorreggono testine scolpite in pietra. La facciata principale e quelle interne sul cortile sono dominate da splendide quadrifore e trifore gotiche con archi a sesto acuto trilobati, sormontati da cornici finemente decorate e talvolta arricchiti da motivi a quadrifoglio.
Gli interni e i dettagli originali: Il palazzo conserva in eccezionale stato elementi rari altrove, come antiche porte d’acqua, pavimenti alla veneziana d’epoca, soffitti decorati a travi dipinte e persino alcune porte lignee originali del Quattrocento e del Cinquecento.
La “portega”: Al primo piano nobile si apre la classica e magnifica sala passante centrale (portega), tipica dei palazzi patrizi veneziani, illuminata da grandi quadrifore gotiche che si affacciano sull’acqua. All’interno sopravvivono soffitti lignei a cassettoni dipinti, pavimenti storici alla veneziana e portali in pietra scolpiti con motivi floreali e araldici.
I Van Axel storia dei mercanti fiamminghi
L’arrivo della famiglia Van Axel a Venezia rappresenta un perfetto esempio di integrazione e ascesa sociale all’interno del patriziato lagunare.

Origini e rotte commerciali: Originari della cittadina di Axel nelle Fiandre (nell’odierno Belgio/Olanda), i membri di questa famiglia erano abili mercanti inseriti nelle fitte reti commerciali nordeuropee.
L’arrivo a Venezia: Attratti dalla centralità economica e commerciale della Serenissima, i Van Axel scelsero di trasferirsi in laguna nel corso del Seicento, portando capitali freschi e una profonda competenza nel commercio internazionale (specialmente tessuti e spezie).
L’acquisto del palazzo (1652): Nel 1652 concretizzarono il loro status acquistando il grande complesso gotico nel sestiere di Cannaregio, che da allora prese il doppio nome di Soranzo Van Axel.
L’ascesa alla nobiltà (1665): Grazie alla loro notevole solidità finanziaria, nel 1665 la famiglia riuscì a “comprare” l’accesso al prestigioso patriziato veneziano (aggregazione alla nobiltà), un traguardo fondamentale che permise loro di sedere nel Maggior Consiglio e di fregiarsi a pieno titolo del rango aristocratico, lasciando tracce indelebili del loro stemma e del loro passaggio storico nelle decorazioni del palazzo.
Il palazzo oggi
Per la sua straordinaria atmosfera d’altri tempi, rimasta quasi immobile nei secoli, il palazzo è stato spesso al centro di eventi culturali e giornate di apertura al pubblico (come le giornate FAI). Negli ultimi anni è stato scelto anche come prestigioso spazio espositivo e culturale da importanti marchi internazionali (come Bottega Veneta, che ne ha fatto una vetrina per eventi legati all’arte e all’alto artigianato), garantendo così la tutela e la valorizzazione di questo gioiello unico della laguna.
Trattandosi di una proprietà privata, il palazzo non è sempre aperto al pubblico; tuttavia, in occasione di determinati eventi, manifestazioni o mostre d’arte, è possibile accedervi e visitarlo gratuitamente durante i periodi in cui vengono ospitate tali esposizioni.
Di seguito una galleria fotografica realizzata da me durante la visita del palazzo durante la mostra “Su Xiaobai’s Alchemical Universe” (L’Universo Alchemico di Su Xiaobai), un importante evento collaterale ufficiale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
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