Ponte del Diavolo
Il Ponte del Diavolo si trova sul Rio dell’Osmarin, collegando le omonime fondamenta nel Sestiere di Castello. Il ponte attuale è una ricostruzione risalente al 1938. È realizzato in pietra e mattoni con parapetti laterali in ferro. Il ponte è noto per un particolare aneddoto legato alla toponomastica veneziana.
Attraversa il rio in prossimità di due luoghi dai nomi suggestivi. A breve distanza si trova un ponte dedicato alla Madonna e la famosa Calle dei Preti. Si dice che l’incrocio tra “Diavolo,” “Madonna,” e “Preti” fosse tradizionalmente interpretato come un luogo di energie contrapposte e che fosse oggetto di scaramanzia da parte degli abitanti.
Leggenda del Ponte del Diavolo
Si narra che a Venezia, tra i canali che sussurrano storie antiche, vivesse un gondoliere di nome Alvise. Era famoso per la sua abilità nel remare, ma ancora di più per la sua avidità sconfinata. Ogni giro, ogni serenata, ogni moneta gli sembravano insufficienti. Sognava palazzi e tesori e non si stancava mai di lamentarsi della sua povertà.
Una notte, mentre una fitta nebbia avvolgeva i canali e le luci tremolavano come occhi spettrali, Alvise si ritrovò a passare sotto il Ponte del Diavolo, un luogo sinistro che si diceva fosse stato teatro di patti oscuri. Fu allora che una voce roca e strisciante, proveniente dal ponte, ruppe il silenzio. Dalle ombre emerse una figura alta e sottile, con occhi che brillavano. Era il Diavolo in persona, attratto dall’insaziabile avidità di Alvise.
Il patto col Diavolo
Il Diavolo propose al gondoliere un patto: “Ti darò tutte le ricchezze che desideri: oro, gioielli… in cambio, tu mi darai la tua ombra.” Alvise scoppiò a ridere e, senza esitare, rispose con voce tremante di eccitazione: “La mia ombra? Che sciocchezza! Prendila pure!”
Non appena le parole uscirono dalla sua bocca, un gelido vento soffiò, spegnendo le lanterne circostanti. Quando la luce tornò, il gondoliere si sentì stranamente leggero. Guardò a terra: la sua ombra era sparita. Al suo posto, un mucchio luccicante di monete d’oro giaceva ai suoi piedi.
Alvise divenne immensamente ricco. Acquistò palazzi sontuosi, gondole dorate e vestiti lussuosi. Ma la sua gioia durò poco. Senza la sua ombra, Alvise si sentiva incompleto, vuoto. Le persone cominciarono a evitarlo, spaventate da quell’uomo senza ombra, credendolo un fantasma o un essere maledetto.
Il Gondoliere senza ombra
La sua ricchezza non gli portò felicità, ma solo solitudine e rimpianto. Una notte, dopo aver percorso piangendo a dirotto Calle del Diavolo, si fermò sul ponte, urlando il nome del Diavolo. Voleva indietro la sua ombra, rinunciando a tutte le ricchezze. Ma il Diavolo non rispose, non si fece vivo. In quella gelida notte d’inverno, Alvise si gettò dal ponte, lasciandosi accogliere dalle acque gelide.
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