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La vergogna di avere un cane

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“Ciao mi chiamo Bianca, un Cavalier King Spaniel, sono una mangiona, giocherellona, tanto dolce e affettuosa. Adoro che le persone mi accarezzino, mi ammirino, e se possibile mi diano un biscotto. Non so cosa voglia dire ringhiare, morsicare, e neppure fare i dispetti. Sono sempre attaccata al mio papi, dove si sposta io ci sono. Dove va io gli sono dietro. Insomma sono la sua ombra. Lui mi da la pappa, lui mi fa giocare, lui dorme nel mio letto… insomma lui è il mio mondo. Ahhh una cosa devo dirvi; purtroppo sono malata, e quando leggerete questo io non ci sarò più. Vabbè che importa, sono solo un cane. Ma so che sarò per sempre nel cuore del mio papi. Heiiii via la tristezza, con lui sono stata felice, datemi un biscotto.”

Descrizione

“Scusi…ha un cane? Si vergogni”. Certo una premessa così è molto forte, ma è provocatoria. Cosa vuol dire avere un cane oggi? Ricevere e dare amore, affetto, gioco, emozioni, e tanta… tanta compagnia. E fin qui ci siamo, questo è tutto ciò che una persona chiede e si aspetta quando si appresta ad accogliere un cucciolo, o un cane già in fase adulta nelle proprie mura domestiche. Ma c’è qualcosa che non tutti sanno, o chi lo sa, non crede poi che sia così determinante.

I cani sono degli esseri viventi, esattamente come noi, quindi abbisognano di compagnia, attenzioni, affetto, rispetto e cure, esattamente come avviene per l’essere umano. Voi penserete “ovvio, è giusto, che ci sta a raccontare questo, lo sapevamo già”. In effetti solo uno stolto non saprebbe ciò che ho appena scritto, ma dal saperlo, al capirlo e provarlo, vi assicuro che vi è un mondo di differenza. Ma andiamo per gradi, e cerchiamo di comporre questo piccolo libro facendovi capire perché lo scrivo, e cosa voglio trasmettere con le mie parole.