Racconti di Viaggio

San Nicolò dei Mendicoli

Una meraviglia di Venezia

La chiesa di San Nicolò dei Mendicoli o dei Mendicanti è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Dorsoduro.

Poco conosciuta alla maggior parte dei turisti in viaggio, perché si trova in una zona di Venezia poco frequentata dai turisti stessi, quindi per i più, sconosciuta. Qui potrete fare delle belle fotografie usando tempi di esposizione lunghi, o affidandovi alla modalità auto della vostra camera.

La chiesa di San Nicolò dei Mendicoli è una tra le più antiche di Venezia: si presume che esistesse già una prima costruzione nel VII secolo.

Io sono rimasto stupito da tale bellezza, per questo ho deciso di pubblicarla in “racconta viaggi” e di farvi vedere alcune fotografie. Gli interni hanno una luce moto soffusa, ed un silenzio tale, che la rendono quasi mistica. Se si pensa poi all’assenza totale di turisti al suo interno, potrete capire lo splendore unico di questo edificio.

Nella mia visita mi è capitato di entrarci tardo pomeriggio. Essere da solo al suo interno con questo silenzio quasi “assordante” ed aver la compagnia di un grosso pipistrello che rendeva l’atmosfera ancora più surreale, da vero racconto mistery.

Bello il portico, una caratteristica ricorrente nell’edilizia religiosa a Venezia, era il luogo in cui i poveri potevano mendicare ed i penitenti presentare le loro preghiere. Bello anche l’organo cinquecentesco e i dipinti della scuola del Veronese all’iterno.

Le origini della chiesa

Ci sono due ipotesi sull’origine del nome della chiesa. Secondo la prima ipotesi, Mendicoli sarebbe la storpiatura di Mendigola, che è l’antico nome dell’isola su cui essa è fabbricata. Secondo l’altra ipotesi, Mendicoli deriverebbe da mendici a indicare le modestissime condizioni di vita della contrada, abitata prevalentemente da pescatori e da artigiani.                 È proprio in questa contrada che avevano la loro sede i cosiddetti Nicolotti, una delle fazioni del popolo veneziano acerrimi rivali dell’analoga fazione dei Castellani, abitanti all’estremo opposto della città nella zona di San Pietro di Castello. Almeno una volta all’anno le due fazioni si scontravano violentemente sul Ponte dei Pugni nella vicina parrocchia di San Barnaba, in una tradizionale battaglia a mani nude.

Architettura

La chiesa rimase seriamente danneggiata dall’alluvione del 4 novembre 1966. Negli anni settanta fu al centro di un complesso intervento di restauro, finanziato grazie al Venice in Peril Fund. Nel corso del restauro si procedette anche a un innalzamento generale del pavimento, esposto continuamente ai danni dell’acqua alta, essendosi venuto a trovare ben trenta centimetri al di sotto del livello medio dei canali.

La costruzione del VII secolo fu rimpiazzata dall’attuale chiesa del XIII secolo, di impianto romanico basilicale a tre navate. Anche questa seconda fu poi ampiamente ristrutturata nel corso del tempo, sia all’esterno, con l’aggiunta nel XV secolo di un piccolo portico sul lato settentrionale, sia all’interno, dove nel XVI secolo la navata centrale fu ornata con statue in legno dorato. Le pareti superiori sono decorate da un ciclo di dipinti raffiguranti scene della vita di Gesù Cristo. Opere di diversi pittori appartenenti alla scuola del Veronese. Al suo interno è peraltro presente il corpo di San Niceta (martire goto). Pregevoli anche l’organo del XIX secolo, della ditta Bazzani, e la Pietà, opera del 1968 dello scultore altoatesino Guido Anton Muss. Completa il complesso un robusto campanile veneto-bizantino in cotto, anch’esso risalente al XIII secolo.

Curiosità:

Nel 1973 la chiesa fu usata anche come set cinematografico per il film A Venezia… un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg.

Come arrivarci:

Per chi ha intenzione di organizzare un viaggio a Venezia e visitarla, partendo dalla stazione ferroviaria si passa il ponte Calatrava, si attraversa il piazzale Roma e si prosegue lungo le fondamenta del Rio Novo. La si raggiunge mirando verso destra per le Fondamenta delle Procuratorie (zona Carcere), il Canton e le Fondamenta delle Terese (Convento). Proprio accanto alla chiesa di San Nicolò, sull’isola dirimpettaia, si vede il grande edificio (capannone archeologia industriale) dell’ex Cotonificio, ora adibito ad aule studio dello Iuav (Istituto Universitario Architettura). Poco lontano si trovano le più note chiese di Santa Maria dei Carmini e di San Sebastian ed anche il Terminal Marittimo di San Basilio.

Orari di apertura e Sante Messe

Orari di apertura:  da lunedì a sabato 10:00 – 12:00/15:00 – 17:30    domenica e festivi 9:00 – 12:00    Orari delle Messe: Orario prima festiva: 18.00  Orario festive: 11.00  Orario feriali: 18.00

Lascia una risposta