
Torre dell’Orologio
La Torre dell’Orologio (conosciuta anche come Torre Civica) è il simbolo storico più importante di Mestre e l’ultima testimonianza integra dell’antico sistema difensivo della città. Tutto inizia intorno al 1108. In quel periodo, Mestre non era la città che conosciamo, ma un borgo strategico conteso.
La torre fu eretta dai Trevisan, una potente famiglia di origine trevigiana, come parte del cosiddetto Castelnuovo. All’epoca la torre era una porta-torre: non serviva solo a guardare lontano, ma era il varco attraverso cui si entrava nel cuore fortificato della città. Sotto l’arcata (ora chiusa da una vetrata) passavano carri, merci e soldati.
Nel 1337 Mestre si consegna spontaneamente alla Repubblica di Venezia. Per la Serenissima, Mestre era la “porta di casa”, l’ultimo baluardo di terraferma prima della laguna. La torre sopravvisse all’assedio del Castelnuovo durante la guerra della Lega di Cambrai nel 1513.
La funzione “civica” prevalse su quella militare nel XVI secolo, quando venne installato il primo grande orologio per scandire la vita della comunità.
Architettura e Struttura
La torre presenta la tipica struttura delle fortificazioni medievali di pianura. È costruita interamente in mattoni a vista, e si eleva per circa 24 metri.
La merlatura: La sommità è coronata da una merlatura ghibellina “a coda di rondine”. Tuttavia, quella che vediamo oggi è frutto di un restauro stilistico del primo Novecento; la torre originale aveva una copertura a tetto molto diversa. (nella foto una stampa del 1858)
Il Leone di San Marco: Sulla facciata esterna (lato Piazza Ferretto) spicca un bassorilievo del Leone Marciano, simbolo della fedeltà di Mestre alla Serenissima. L’originale fu distrutto dai francesi nel 1797 e sostituito successivamente.
Prospetto della Campana (dal sito Comune di Venezia “Breve storia della Torre Civica di Mestre”
Storia della Torre dell’Orologio di Mestre
La Torre Civica era originariamente uno degli undici elementi difensivi (tra torri e torresini) della città murata. La sua funzione civile ebbe inizio ufficialmente nel 1573, quando fu dotata del primo orologio pubblico. Già allora venne istituita la figura del “Deputato alla Custodia”, incaricato della manutenzione, sebbene i dettagli tecnici di quel primo meccanismo restino ignoti.
Tra il 1826 e il 1828, su spinta della Delegazione municipale e seguendo i progetti dell’ingegner Barbon, la torre subì una profonda ristrutturazione:
Estetica: Venne aggiunta l’attuale merlatura.
La Campana: Fu eliminato un torricino ottagonale che ne attutiva il suono. La campana venne riposizionata su un blocco di pietra d’Istria con sostegni in ferro, assumendo la forma che vediamo ancora oggi.
Il Quadrante: L’orologiaio Giovanni Fiorentin e il meccanico Giuseppe Negrato rifecero il quadrante sud utilizzando i numeri arabi.
L’importanza sociale della campana. Nel XIX secolo, i rintocchi non segnavano solo il tempo, ma scandivano la vita pubblica: gli orari delle scuole e del consiglio comunale, i turni per il vaccino contro il vaiolo e gli allarmi in caso di incendi o inondazioni.
L’epoca di Ceschiutti e il restauro dei mattoni (1877)
Dopo un periodo di malfunzionamenti gestiti dall’orologiaio Geremia Crivellaro, nel 1877 il meccanismo fu sostituito da una macchina di Francesco Ceschiutti di Udine. Contemporaneamente, la torre fu riportata a mattoni a vista, rimuovendo l’intonaco che nascondeva antichi affreschi. In quegli anni, i locali interni furono affittati ad Antonio Gava, che vi stabilì la propria abitazione e un’attività di caffetteria, assumendo in cambio il ruolo di custode dell’orologio.
Torre dell’Orologio anno 2009
Gli esperimenti del Novecento e l’era digitale
Il tentativo elettrico (1902-1909): Nel 1902, per imitare l’orologio di Piazza San Marco a Venezia, vennero aperti due finestrini ai lati del quadrante per mostrare ore e minuti su tamburi rotanti illuminati elettricamente. Il sistema della ditta Luigi Cercato si rivelò però fallimentare e fu rimosso nel 1909.
Il restauro Zordan (Anni ’90): Un intervento radicale guidato dall’architetto Guido Zordan ha restituito alla torre il suo aspetto attuale. Nel 1992, lo storico meccanismo di Ceschiutti è stato sostituito da un sistema elettronico della ditta Trebino di Uscio.
Il ritorno della voce di Mestre. Dopo un lungo silenzio durato decenni, il 31 ottobre 2019 alle ore 12:00, la campana della Torre Civica ha ripreso a suonare regolarmente, tornando a essere il cuore pulsante della comunità mestrina.