"immagine subsidenza falde a venezia"
Venezia

Venezia che Sprofonda

Analisi delle cause geologiche e del prelievo idrico tra il 1930 e il 1970 a Venezia e Porto Marghera

Tra gli anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento, l’area lagunare di Venezia e la terraferma circostante sono state teatro di un fenomeno geologico drammatico e silenzioso: il rapido abbassamento del suolo noto come subsidenza. Spinto dalle esigenze industriali del polo di Porto Marghera, l’emungimento intensivo delle falde artesiane profonde ha modificato in modo irreversibile gli equilibri idrogeologici del bacino sotterraneo.

La Città che Sprofonda: Una Storia d’Acqua e d’Estrazione

Nel sottosuolo della laguna e della pianura veneta sono presenti diversi livelli di falde acquifere profonde, disposte fino a oltre 300 metri di profondità all’interno di alternanze di strati sabbiosi e argillosi. Queste falde contengono grandi quantità di acqua dolce in forte pressione.

Con il grande sviluppo post-bellico e la rapida espansione del polo industriale di Porto Marghera, le fabbriche hanno iniziato ad attingere massicciamente da queste risorse idriche sotterranee per alimentare i cicli produttivi e i sistemi di raffreddamento. L’emungimento ha raggiunto il suo picco critico tra gli anni Cinquanta e Sessanta, superando nettamente la naturale capacità di ricarica del bacino sotterraneo.

Fattore chiave: L’estrazione massiccia ha provocato una drastica caduta della pressione idrostatica all’interno dei livelli sabbiosi, innescando la compressione meccanica dei vicini strati di sedimento argilloso.

L’Impatto sul Territorio: Il Meccanismo della Subsidenza

Il prosciugamento e la conseguente riduzione di pressione nei corpi idrici sotterranei hanno generato il compattamento dei sedimenti argillosi, i quali, perdendo l’acqua interstiziale, si sono letteralmente ristretti. Questo cedimento strutturale si è tradotto in un abbassamento verticale della superficie topografica.

  • 12 cm: Abbassamento medio registrato tra il 1950 e il 1970.

  • 14–18 cm: Punte massime locali raggiunte alla fine degli anni Sessanta.

  • 1966: Anno chiave in cui la subsidenza ha aggravato drammaticamente la storica Aqua Granda.

Tra il 1950 e il 1970, l’area urbana di Venezia e la zona industriale hanno registrato una subsidenza media di circa 12 cm, con punte locali che hanno toccato i 14–18 cm alla fine degli anni Sessanta. Questo drammatico abbassamento del suolo ha ridotto drasticamente i margini di sicurezza della città rispetto al livello del mare, aggravando in modo esponenziale gli eventi di marea eccezionale, tra cui la celeberrima e devastante Aqua Granda del 4 novembre 1966.

Conclusione e Salvaguardia della Laguna

Venezia sta lentamente sprofondando, a causa di due problemi principali: l’abbassamento naturale e artificiale del suolo (subsidenza) e l’aumento del livello del mare a causa del riscaldamento globale. La città si abbassa di circa 1,5 millimetri all’anno e il fondale lagunare di circa 3,5 millimetri, mentre gli studi stimano rischi di sommersione parziale entro il 2150.

Il blocco progressivo dei pozzi artesiani industriali, imposto per legge a partire dagli anni Settanta, ha permesso di arrestare il fenomeno della subsidenza antropica, consentendo ai suoli di stabilizzarsi parzialmente. Tuttavia, la vicenda di Venezia rimane un caso studio fondamentale di come l’alterazione antropica delle falde profonde possa compromettere la stabilità di ecosistemi fragili e città d’arte uniche al mondo.

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